Annan: l’invasione sarebbe un’escalation grave

Kofi Annan torna ad ammonire Israele. Per il segretario generale dell’Onu un’invasione di terra del Libano da parte delle truppe dello Stato ebraico segnerebbe «un’escalation molto grave».
Annan sottolinea che a suo avviso, se Israele procedesse alla costituzione di una zona di sicurezza oltre confine, otterrebbe un risultato indesiderato, «l’intensificazione della resistenza». Ribadisce quindi la richiesta di «una cessazione delle ostilità», definita una «tregua umanitaria che ci permetterebbe di assistere la popolazione e consentirebbe lo sviluppo dell’azione diplomatica». Annan teme infatti il verificarsi di una catastrofe umanitaria di prima grandezza. E continua a pensare che la soluzione della crisi sia il dispiegamento nella regione di una forza internazionale di interposizione.
Il segretario generale dell’Onu sarà tra i partecipanti della Conferenza di Roma di mercoledì sulla crisi libanese, alla quale prenderà parte anche il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice, reduce dalla cruciale visita a Gerusalemme prevista per domani. Nella capitale israeliana il segretario di Stato americano incontrerà il premier Ehud Olmert, la sua pari grado Tzipi Livni e il ministro della Difesa, Amir Peretz. Nella stessa giornata la Rice si trasferirà poi in Cisgiordania, a Ramallah, dove sarà ricevuta dal presidente dell’Autorità nazionale palestinese, il moderato Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, nel quartier generale di quest’ultimo, la cosiddetta Muqata.
Mercoledì il capo della diplomazia Usa si trasferirà a Roma per l’annunciata conferenza internazionale sul Libano. Qui si discuteranno i piani per un cessate-il-fuoco e il possibile dispiegamento di forze straniere per fermare la violenza in Libano e Israele, ha detto Terje Roed-Larsen, responsabile per l’Onu di un gruppo di monitoraggio delle vicende di Siria e Libano.
Il cosiddetto core group sul Libano è stato creato lo scorso anno per monitorare e dare indicazioni sulla ricostruzione economica del Paese. Comprende Russia, Italia, Gran Bretagna, Francia, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, la Banca mondiale, le Nazioni Unite e gli Usa. Altre nazioni dovrebbero aggiungersi per il vertice di Roma. Nessuno sa ancora che cosa dovrebbe fare una forza di stabilizzazione, se debba disarmare le milizie di Hezbollah in Libano, o entrare solo dopo che Israele avrà terminato le sue incursioni nel Paese e rimpolpare la forza di mantenimento della pace dell’Onu nel sud. «A Roma sono previste discussioni su come tale forza debba essere organizzata», ha detto Roed-Larsen.