Annan predica humour, poi litiga con un cronista

da New York

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, predica bene ma, come usa dire, razzola male. Ha detto che il suo successore dovrà avere la scorza dura e senso dell'umorismo, ma ha poi perso la pazienza, dando in escandescenza con un reporter che gli aveva fatto una domanda insolente. Durante la conferenza di fine anno dell'Onu James Bone, un giornalista del londinese The Times, ha ricordato che il figlio di Annan si fece scudo dell'immunità diplomatica del padre per importare una Mercedes nel Ghana, evitando di pagare le tasse alla dogana. E ha sostenuto che alcune delle ricostruzioni del segretario generale sullo scandalo Oil for Food «non hanno senso». Parole che hanno fatto infuriare Annan: «Mi stia a sentire, James Bone, qui lei si è comportato come un ragazzino per molti, molti mesi e anche anni. Lei costituisce un motivo di imbarazzo per i suoi colleghi e per la sua professione. La invito a finirla con questo atteggiamento e a passare a qualche cosa di più serio».
Per Annan si è trattato di uno scatto d'ira insolito, che riflette la tensione alla quale è stato sottoposto in un anno particolarmente difficile, a causa dello scandalo Oil for Food e della successiva inchiesta affidata a Paul Volcker. Il presidente dell'associazione dei corrispondenti dell’Onu ha preso le parti del reporter del Times. «Le critiche non mi fanno paura - ha ribattuto Annan - alcune sono costruttive e le accetto. Altre sono invece fuori luogo e al di là di ogni ragionevolezza, tanto che né io né nessun altro può essere costretto ad accettarle».