«Anni di liti tra papà e mamma Vivevano da separati in casa»

«Voleva trasferirsi alle Mauritius per avviare una nuova attività, ma lei era contraria. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso»

«Io e papà a giorni ci saremmo trasferiti definitivamente alle isole Mauritius. Era là che lui aveva deciso di aprire la sua nuova attività, sempre nel campo dell’idraulica, così come aveva deciso di portarmi con se. A Trezzano voleva chiudere definitivamente la ditta. E a mia madre - che lavorava con lui e che quindi sarebbe rimasta qui, senza un’occupazione e perdipiù con due figlie - naturalmente tutto questo non andava giù. Tuttavia credo che questa sia stata solo la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo: i litigi tra loro duravano da parecchio, da molto prima che mio padre decidesse di trasferirsi per sempre insieme a me all’estero».
La testimonianza del figlio 18enne di Raffaele Saracino e Gabriella Murgolo ha chiarito i contorni della tragedia andata in scena nella villetta di Assago la vigilia di Natale. Il ragazzo ha parlato agli investigatori dei suoi genitori come di una coppia lacerata ormai da qualche anno dai contrasti, di un marito e di una moglie che si erano allontanati, e senza possibilità di ritorno, l’uno dall’altra.
«Il quadro familiare che emerge mostra chiaramente un padre e una madre talmente in rotta che persino i figli avevano finito per legarsi affettivamente molto di più ai parenti più prossimi, come lo zio materno e la sua compagna» spiegano i carabinieri della compagnia di Corsico.
I militari ieri pomeriggio hanno sentito anche la madre di Graziella Murgolo. La donna, che risiedeva sei mesi all’anno a Buccinasco e altri sei nella nativa Bitonto (Bari) insieme al marito Arcangelo, avrebbe confermato in sostanza le affermazioni dei nipoti.
Chi resta sbigottito sono i conoscenti della coppia e i vicini di casa: nessuno pare si fosse accorto nemmeno lontanamente dei contrasti che dilaniavano ormai da tempo Raffaele e Graziella. In particolare, quello che non riescono ad accettare, è la profonda drammacità dell’epilogo di quell’unione. «Non avremmo mai detto che erano giunti al capolinea, ma soprattutto fino al punto da indurre Raffaele a fare una strage familiare per poi togliersi la vita» è il ritornello di questi giorni in via Dante Alighieri.