Anni di piombo, ancora 19 omicidi senza nome

Il sindaco di Roma Alemanno chiede alla Procura di Roma un pool di magistrati che indaghi su delitti di terrorismo ancora insoluti, di destra e di sinistra

Sono 19 i casi di omicidi politici durante gli anni di piombo a Roma per i quali il ministro Alfano, su iniziativa del sindaco Gianni Alemanno, chiederà alla Procura di Roma un pool di magistrati per indagini specifiche: si tratta di 11 vittime militanti di destra, e 6 di sinistra e due morti perchè vittime di uno scambio di persona.
Questi i nomi delle vittime di destra: Mario Zicchieri, militante dell'Msi ucciso il 29 ottobre 1975 dalle Brigate rosse; Luciano Mancia, attivista Msi, ucciso il 12 marzo 1980 dai Compagni organizzati in volante rossa; Francesco Cecchi, militante nel Fronte della Gioventù, morto il 16 giugno 1979 dopo essere stato in coma per 19 giorni perchè ferito da tre uomini; Stefano e Virgilio Mattei, i figli del segretario della sezione Msi di Primavalle morti nell'incendio della loro abitazione il 16 aprile 1973; Angelo Pistolesi, attivista missino, morto il 28 dicembre 1977 con una scarica di proiettili per mano dei Nuovi Partigiani; Francesco Ciavatta, Franco Bigonzetti e Stefano Ricchioni militanti missini morti il 7 gennaio del 1978 nella strage di Acca Larentia a nome dei Nuclei armati di potere territoriale; Stefano Cecchetti, del Fronte della gioventù, ucciso il 10 gennaio 1979 a colpi di pistola dai Compagni organizzati per il comunismo; Paolo Di Nella, membro del Fronte della Gioventù ucciso con una sprangata in testa mentre affiggeva manifesti nel 1983.
Questi i nomi delle vittime di sinistra: Valerio Verbano, il giovane di sinistra ucciso davanti ai genitori nella sua casa, il 22 febbraio 1980 in via Montebianco a Roma; Walter Rossi, militante comunista di Lotta Continua ucciso da un proiettile alla nuca il 30 settembre 1977 mentre partecipava a un volantinaggio antifascista; Piero Bruno, militante di Lotta Continua, ucciso il 22 novembre 1975 dai carabinieri; Ivo Zini, simpatizzante comunista, ucciso dai Nar il 28 settembre 1978; Giorgiana Masi, studentessa uccisa il 12 maggio 1977 da un proiettile mentre partecipava a una manifestazione di radicali; Auro Bruni, ucciso al centro sociale Circuito il 19 maggio 1991 prima a sprangate, il cadavere è stato poi incendiato da un gruppo di giovani neonazisti.
Per scambio di persona sono morti inoltre Luigi Allegretti, cuoco, il 10 marzo 1979 al posto del missino Gianfranco Rosci, e Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero, ucciso dai Nar che pensavano di aver colpito Michele Concina dello stesso quotidiano.