Fra gli anni

Per vie traverse avanza il tempo e vacillando
conta su errori, infedeltà e stanchezza.
Tralascia chi va eretto. Spezza braccia e gambe
e anche qualche schiena, e appena può rallenta
e offende. Lo lusingano una torre inclinata, una frase malvagia.
Né una croce né un requiem gli strappa mai le lacrime.
Dà una spinta a chi cade. Opera con rigore matematico.
Su chi è debole prende, non visto, il sopravvento.
Resta soltanto il libro. Lui coi «Principia» ha vinto.
Dedicato a lei – lei sola lo capiva.
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