In un anno affitti calati del due per cento

Cresce il valore delle aree edificabili: gli aumenti più vistosi nelle periferie riqualificate. Isole pedonali e quadrilatero della moda le zone più richieste

Alessandro Ruta

Case sempre più care a Milano, ma affitti a «buon mercato». È il dato emerso durante la ventisettesima edizione della «Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano», realizzata da Borsa immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio, in collaborazione con Fimaa.
In particolare un appartamento del centro costa, per metro quadrato, quattro volte in più di uno in periferia.
Gli affitti, al contrario, sono in calo: i prezzi sono scesi arrivando a toccare quelli registrati nel 2002: 191 euro al metro quadrato su base annua.
Le zone che «piacciono di più» sono quelle senza traffico. Isole pedonali come quelle di via Solferino e porta Garibaldi, quella di via Mercalli e quella della Conca dei Navigli. Qui i prezzi, negli ultimi sei mesi, sono aumentati del 6,6 per cento. A poca distanza (6,4 per cento) segue la «Milano della moda»: via della Spiga e Montenapoleone. Nessuna variazione, invece, per la zona Fiera e i quartieri «multietnici» (via Sarpi, via Procaccini, corso Buenos Aires).
Dove ad alzare i prezzi non arriva il tenore di vita, ci pensano le grandi opere pubbliche e i progetti di riqualificazione urbana. Un esempio: il quartiere Gratosoglio-Missaglia una volta era considerato periferia Sud. Ma da quando hanno costruito la linea verde del metrò, le case costano il dieci per cento in più. Per non parlare della zona Montecity-Rogoredo: in dodici mesi il valore degli immobili è cresciuto del 18 per cento.
Nell’arco degli ultimi cinque anni, invece, nell’area intorno a piazza Repubblica il costo delle abitazioni è più che raddoppiato. Una curiosità: i quartieri più «economici» sono quelli di via Salomone, via Bonfadini, via Forlanini e via Mecenate, in piena periferia.
Non è sorpreso da questa situazione Antonio Pastore, presidente di Borsa Immobiliare: «Il mercato ha retto, segno che la casa rimane ancora il bene rifugio dei milanesi. La colpa dell’aumento dei prezzi non è dovuta alla speculazione per via del cambio di valuta, anzi, casomai è vero il contrario: l’euro ha reso la città meno cara. Quello che è cresciuto è il valore delle aree edificabili: è stata premiata la rendita fondiaria. Occorre una politica calmieratrice, peraltro già intrapresa da tempo, del comune e della regione».
Giorgio Viganò, presidente dell’Osservatorio permanente sul mercato immobiliare della Camera di commercio di Milano, crede che «la crescita del settore del Real Estate rappresenti anche un giudizio positivo degli operatori economici sulla qualità della vita e sulle potenzialità si sviluppo della città. Bisogna essere in grado di interpretare in modo chiaro e trasparente le forti variazioni dell’attuale mercato per elaborare previsioni sull’andamento degli anni a venire».

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