"Un anno fantastico La mia fortuna? Non avere padrini"

Dopo aver superato la prova di <em>Affari tuoi</em>, Max Giusti parte con quattro speciali: &quot;Se me lo chiedono, tra i pacchi torno di corsa&quot;. Poi ammette: &quot;La gente mi assale, ma non posso certo lamentarmi&quot;

A mangiare a Trastevere non ci può andare più. Perché la gente lo assale, lo abbraccia, lo bacia, gli fa domande. E lui non è certo il tipo che si sottrae al calore popolare, ma si dispiace di annoiare quelli che sono in sua compagnia. Però «lungi da me lamentarmi del successo». Anzi, «che ne arrivi sempre di più».

È stata una stagione d’oro per Max Giusti, più che un comico, un turbine di pensieri e parole. Per lui, con la conduzione di Affari tuoi, è arrivata la consacrazione a star televisiva. Certo, anche prima lavorava molto in Tv, ma nulla in confronto alla celebrità e ai risultati che possono arrivare grazie a uno show in prima serata come quello dei pacchi che tutte le sere entra nelle case della gente. Una stagione, la sua, vissuta pericolosamente, tanti ruoli tutti insieme: la guida del game show di Raiuno (che andrà avanti fino a fine maggio), le imitazioni a Quelli che il calcio, le parti nella fiction Raccontami e Distretto di polizia. E non è finita: da domani cominciano quattro speciali di Affari tuoi al venerdì in prima serata in versione lunga: come concorrenti una coppia di promessi sposi che tenterà il colpo di vincere un milione di euro (da spendere ovviamente anche nel matrimonio). Ad aprire i pacchi amici e testimoni dei futuri sposi.

Dunque, Max, un anno da incorniciare...
«Direi proprio di sì. La mia vita è cambiata, lavoro come un pazzo, sono stanchissimo, ma sarebbe un delitto lamentarmi. La gente mi adora. E sono arrivato a fare quello per cui si lotta una vita intera. C’è da montarsi la testa e infatti io continuo a ripetermi di non prendermi troppo sul serio. Io miei amici mi guardano e non si capacitano del mio successo... ».

Be’, tanto per rimanere con i piedi per terra, possiamo dire che, nonostante lei abbia dato un’impronta personale e una nuova spinta al game, «Affari tuoi» quest’anno ha battuto poche volte «Striscia la notizia».
«Ah, gli ascolti. Questo è un argomento per altre persone: direttori e dirigenti. Io non vengo pagato abbastanza per non dormire la notte pensando a quei numerini. Penso solo a fare l’attore e a cercare di migliorare quando sbaglio. Comunque mi sembra che abbiamo avuto un’ottima media (24,10 per cento di share con sei milioni e mezzo di persone), uguale a quella dello scorso anno quando alla conduzione c’era Flavio Insinna. Per un programma naturalmente destinato a ripetersi come Affari tuoi mi sembra un buon risultato».

Per chiudere il capitolo della guerra con l’acerrimo nemico, anche quest’anno «Striscia» è tornata a mettere in dubbio la correttezza del gioco, ipotizzando addirittura complotti per favorire altri programmi.
«Ah qui, siamo a livello di servizi segreti, di Codice da Vinci, di intrighi coi fiocchi. Ma dài... Io sono solo un tedoforo che ha ereditato la fiaccola. Ma comunque non metterei mai la mia faccia in uno show che non fosse più che regolare. Punto e basta».

E, dunque, nella prossima edizione la rivedremo ancora?
«Se me lo chiederanno, dirò certamente di sì. Due anni di conduzione sono giusti per un programma così. Qui è come una festa, ogni concorrente porta qualcosa, mozzarelle, biscotti, ho conosciuto tante persone fantastiche».

E, invece, non ci sarà più nelle fiction «Raccontami» e «Distretto di polizia».
«Con questi ritmi non posso più dedicarmi alle serie lunghe, richiedono troppo impegno. In Distretto mi si vedrà nelle prime puntate, poi sparirò (ma gli autori non mi faranno morire). La prossima stagione sarò presente in qualche film tv o fiction in due puntate, dove mi posso concentrare sul ruolo».

Invece, il teatro?
«Appena posso ci torno. Anzi è la mia salvezza: mi dico sempre che se tutto questo sparirà io ho sempre il teatro. Quest’estate non porto però in giro Meraviglioso, il mio ultimo spettacolo. Finalmente farò un po’ di vacanza, in barca, a contatto con la natura».

Adesso in Rai cambieranno direzioni e poltrone, come vive lei la situazione?
«Ho una fortuna: non ho amicizie politiche, non sono figlio di persone importanti (mio padre è un metalmeccanico, mia madre una commessa), vivo solamente della mia capacità di far ridere. Quindi per me va bene chiunque: se mi vogliono sono qua, altrimenti, appunto, torno a teatro. O al cinema. Con grande serenità. Ho già avuto più di quanto mi sarei mai aspettato».

E della sua anfitriona Simona Ventura cosa pensa, le piace «X Factor»?
«Qualunque cosa io faccia e qualunque cosa faccia lei, per me lei resta sempre il capo».