ANNO GIUDIZIARIO

«Siamo pochi, e in una regione difficile. Così troppi ricorsi sono da tempo in attesa di una sentenza». Dopo il passaggio ai tribunali tradizionali di alcune materie storicamente di competenza dei fori di giustizia amministrativa, i Tar regionali sono stati alleggeriti del proprio carico di lavoro, ma secondo il presidente della seconda sezione del Tar ligure Mario Arosio, autore della relazione per l'inaugurazione a Palazzo Ducale dell'Anno Giudiziario 2006, sono ancora troppi i ricorsi in «giacenza», più di 26 mila.
Colpa dello scarso numero di magistrati e personale.
«Permane la situazione di precarietà e di rischio per i livelli operativi dell' ufficio già segnalata gli scorsi anni, cosicchè anche una banale assenza prolungata per malattia di singole unità rischia di mettere in estrema difficoltà il sistema», ha detto Arosio davanti alle molte autorità presenti nella relazione che avuto compito di stilare per delega ricevuta dal presidente del Tar ligure Renato Vivenzio.
«Nelle sue possibilità il tribunale lavora comunque bene - ha proseguito il presidente della seconda sezione del Tar - ed il bilancio è positivo». Nel 2005 sono pervenuti al Tar 1.340 ricorsi (nel 2004 erano stati 1.754), edilizia e immigrazione le «materie» più presenti per i ricorsi.
«Nonostante la diminuzione dei ricorsi in arrivo, la Liguria rimane la regione col più alto “tasso di litigiosità” del Nord Italia - ha concluso il presidente della seconda sezione - la regione cioè dove si registra il più alto rapporto tra numero di ricorsi e numero di abitanti».