Un anno dopo I buchi eterni di piazza Marsala e dintorni

È proprio il caso di dire: «chi non muore si rivede». E le buche di piazza Marsala, a pochi passi dalla centralissima Corvetto, si vedono eccome. «È allucinante che gli anni passino ma non cambi nulla - mugugna Sandro, un residente di via Palestro -. Il degrado c'è sempre, anzi col tempo aumenta sotto i nostri occhi, senza che vengano fatti i lavori di ripristino dell'asfalto». Era giugno del 2007 quando, proprio su queste pagine, veniva pubblicato un articolo in cui si denunciava il pericolo che correvano quotidianamente gli automobilisti e i pedoni nell'attraversare piazza Marsala. Buchi profondi come crateri non lasciavano scampo neppure alle macchine spazzatrici dell'Amiu, che allora s'incastrarono nelle «voragini» di cemento rovesciandosi letteralmente.
«Non è cambiato nulla - mugugna il ferramenta della piazza - siamo sempre punto a capo». C'è la solita transenna inclinata, i soliti sacchi pesanti per non farla volare chissà dove, i soliti segnalatori luminosi, ma questa volta c'è qualcosa di diverso, una «simpatica» ma al contempo «polemica» novità. Due cartelli in bella vista recitano: «Faster, il buco verrà chiuso entro l'anno» e ancora «Resisti è passato solo un mese». Insomma, dopo tanto penare, i negozianti e gli abitanti della zona la prendono sul ridere. «È diventata una barzelletta - dice l'edicolante della piazza -. Sono stati messi questi cartelli perché non se ne può più di vedere tapulli su tapulli completamente inutili». Aster, l'azienda dei servizi territoriali del Comune di Genova, è stata soprannominata simpaticamente, ma neppure troppo, dagli abitanti del quartiere «Faster». «Non capiamo come sia possibile non riuscire a mettere in sicurezza una volta per tutte questa piazza - tuonano all'unisono i negozianti -. I buchi sono davvero profondi e sarebbe il caso di chiuderli per bene, anche perché qui sotto scorre un rio e non vorremmo, col passare del tempo, finire tutti a bagno». Altro che groviera, via Palestro, piazza Marsala e la strada che porta a Corvetto sono un vero e proprio percorso ad ostacoli che, di anno in anno, rischia di assomigliare sempre di più ad un campo d'addestramento per esperti speleologi .