«Anno nero in pedana e fuori Vorrei stare in scia a Bettini»

1) «Il pubblico di casa è un valore aggiunto, ti emoziona, dà la carica. Ad Atene ho provato il bello del tifo tutto per te. Sono emozionato perché è la prima volta in Italia. Sensazione meravigliosa, se vinci. Se perdi è un disastro perché deludi tanta gente».
2) «Non ci penso nemmeno. Spero di fare una bella gara. Poi che trascini io, o la Trillini, o la Vezzali poco conta. Non mi sento un paladino: siamo tanti campioni, speriamo di continuare su questa linea e di continuare a vincere».
3) «Anno nero per gli infortuni. Mi sono fatto uno stiramento, poi uno strappo di due centimetri, appena tornato in gara a Padova. Ho saltato tutto. Non faccio una gara da maggio. Mi presento un po’ alla cieca, senza sapere come sto».
4) «Anno nero anche fuori pedana: ho perso il mio allenatore, Bauer. Ho chiuso il fidanzamento con la Arcuri. Tra maggio e giugno è franato tutto: i mesi più grami della mia vita».
5) «È vero sono passati troppi anni. L’Italia, con tutte le medaglie e la sua tradizione, non può lasciar passare così tanto tempo fra un mondiale e l’altro: 24 anni, una generazione intera. Devi essere fortunato e capitare nei 24 anni giusti. Mio babbo, per esempio, non ce l’ha fatta».
6) «Andare il più lontano possibile. Mica penserete che voglia arrivare decimo. Ho lavorato, ho la coscienza a posto, le motivazioni ci sono. Serve azzeccare la gara e un po’ di fortuna».
7) «Magari! Prima fatemi vincere l’oro, poi vi racconto. Non ho certezze. A questa domanda può rispondere meglio la Vezzali».
8) «Dovrò vedere molte cose. Certo il futuro è ben diverso da quello che avevamo programmato con Bauer: da Atene a Pechino. Adesso non so. Vorrei arrivare a Pechino in piena forma. Ma io punto anche a Londra, avrò 33 anni, spero di non essere da buttare».
9) «Per la legge dei grandi numeri dovrebbe portare male. Speriamo di essere ancora nella scia giusta. Ho vinto l’Olimpiade lo stesso giorno di Bettini, che quest’anno ha vinto il mondiale. Se riesco a stargli in scia come nelle volate del ciclismo...».
10) «Parlo per me, non per altri: mi è andato di traverso il distacco da Bauer. Ci sarebbe da polemizzare sull’utilità di cambiare un tecnico a due mesi dal mondiale. Bauer mi ha fatto vincere un’Olimpiade. Stare con lui era il modo migliore per costruire una vittoria».
Domanda personale: Montano è pure personaggio televisivo. Se il campione non vince, il personaggio rischia qualcosa anche in Tv?
«Se va male, non mi spavento. Vado in pedana per la mia passione, non per gli altri. L’anno scorso ho vinto l’europeo e nessuno se n’è accorto. Dunque nessuno si accorgerà se perdo il mondiale. Ho un contratto fino al 2007 con Mediaset. Non ho voluto trattare l’attività ludico-ricretativa prima dei mondiali. Dopo, se c’è qualcosa, ben venga».
Interessanti, invece, tutte quelle ragazze top level che si trova sempre intorno?
«Che vuole? Si fa quel che si può... Si tira a campare».