«Ma tra un anno il regime cadrà»

Lo stratega: «La ricchezza è apparente, il riarmo un bluff. Crisi e corruzione faranno implodere tutto»

nostro inviato a Mosca

Qualche anno fa era un uomo di Putin, poi ha creduto in Kasparov, oggi Stanislav Belkovsky, direttore dell’Istituto di strategia internazionale di Mosca, è uno dei pochi politologi davvero indipendenti e le sue analisi brillano per originalità.
La Russia rimarrà a lungo nelle mani di Putin?
«Al contrario, stiamo assistendo alla fine di un regime. Putin aveva una missione: completare il trasferimento di risorse dallo Stato sovietico a un gruppo di oligarchi. Ci sono voluti 15 anni, ma lo scopo è stato raggiunto. Il presidente si è dimostrato affidabile, cooptando anche l’opposizione, che in realtà in questi anni si è accordata sotto banco con il Cremlino».
Dunque la democrazia russa è una farsa?
«È un sistema basato sulla corruzione, che secondo me è destinato a implodere, probabilmente il prossimo autunno».
Eppure la Russia è sempre più ricca...
«In teoria, la realtà è ben diversa. Putin in questi otto anni ha rimandato continuamente la soluzione dei problemi del Paese. Il boom di gas e petrolio gli ha consentito di creare l’impressione di un’opulenza».
E invece com’è la situazione?
«In Russia l’agricoltura non esiste più; dipendiamo totalmente dall’estero per le forniture alimentari. L’aumento dei prezzi di questo settore ha provocato un’inflazione paurosa, che erode il potere d’acquisto. Negli Usa la gente spende il 15-20% del reddito per il cibo, da noi il 70%. La gente non ne può più».
Ma avete le risorse naturali...
«Sì, ma né Eltsin né Putin hanno fatto investimenti: gli impianti di estrazione sono vecchi e non sono stati esplorati nuovi giacimenti. Nel 2011 la Russia non sarà più in grado di esportare petrolio e gas. Per non parlare delle infrastrutture: reti elettriche e gasdotti risalgono a 30 anni fa».
Lei non crede alla modernizzazione promessa dal Cremlino?
«Io per ora non la vedo. Ci vorrebbero investimenti strategici e un programma di rinnovamento; ma ciò richiede tempo e saggezza. Ora è tardi per scongiurare una crisi che sarà pesante. Anche il riarmo è un bluff».
Quale sarà la prossima mossa di Putin?
«Non è un leader carismatico come Chavez; gestisce il Paese con i metodi del Kgb. Tutte le soluzioni di cui si parla non appaiono credibili: lasciato il Cremlino perderà il controllo del Paese. D’altronde così funziona la Russia».
Non lo sta sottovalutando?
«Finora è stato bravissimo nel costruirsi l’immagine di leader forte e questo ai russi piace moltissimo. Infatti il governo non è amato, lui sì. Ma è l’immagine di zar a renderlo popolare, non la sua personalità, e questo lui non l’ha capito. Uno zar senza potere riconosciuto non è mai riuscito a governare la Russia».