Anno scolastico al via tra polemiche e riforma La Gelmini: "Le proteste? Ci sono ogni anno"

Da oggi la maggior parte degli studenti torna in classe. Tra le novità la carta dello studente che diventa anche un badge che
certifica l'entrata e l'uscita. In nove Regioni del Paese <em> sit in</em> e <em>flash mob</em>. Ma la Gelmini ribatte: &quot;Non è il primo anno che inizia con le proteste&quot;

Roma - Da oggi la maggior parte degli otto milioni di studenti italiani torna in classe: dopo l'avvio anticipato in Trentino, la campanella suonerà in nove regioni e nella provincia di Bolzano. La giornata, con l'avvio della riforma che riguarderà circa 600 mila studenti delle superiori, è stata definita "storica" dalla ministra Gelmini. Ma il nuovo anno scolastico parte tra le polemiche: dopo che ieri migliaia di precari del Sud hanno bloccato gli imbarcaderi sullo stretto di Messina, gli studenti hanno protestato con sit in e flash mob: "Questo governo sta letteralmente distruggendo la scuola pubblica". Ma il ministro dell'istruzione, Maristella Gelmini, ribatte: "Non ricordo un avvio di anno scolastico senza le proteste".

Le novità per gli studenti La carta dello studente, una sorta di tesserina magnetica con cui da due anni gli studenti delle scuole superiori hanno una serie di facilitazioni e sconti, da quest'anno diventa anche un badge che certifica l'entrata e l'uscita da scuola. E' una delle novità introdotte quest'anno e annunciate dal Ministero dell'istruzione alla vigilia della prima campanella, domani, nella maggior parte delle scuole italiane. La carta era stata distribuita nel settembre 2008, destinatari i quasi 2,5 milioni di studenti delle superiori. In vista del nuovo anno, rende noto il Miur, quasi metà degli istituti superiori "è stato dotato degli strumenti necessari" per aggiungere alle sue funzioni anche quella di registrare automaticamente l'entrata e l'uscita da scuola. Ogni istituto ha fatto i suoi adattamenti, in alcuni ad esempio le tesserine sono state corredate dalla foto dello studente. Un'altra novità del nuovo anno riguarda le lingue straniere: è stato fissato, per tutti gli studenti, il livello B2 di apprendimento, che - sottolinea il Miur - ci allinea agli altri Paesi europei. In una scala di sei livelli di competenza, il B2 corrisponde grosso modo a un livello intermedio: a questo livello lo studente può capire e parlare di cose complesse, è capace di argomentare con efficacia e la sua capacità dialettica è sicura e spontanea. L'apprendimento della lingua, sottolinea il Ministero, è favorito anche dal Clil, l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera (dal 2012/2013 nelle classi terze dei licei linguistici e dal 2014/2015 nelle classi quinte di tutti i licei), che è già in corso in molti istituti superiori. 

Proteste in nove Regioni Primo giorno di scuola oggi per gli alunni di nove regioni, Calabria, Friuli, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta e a Bolzano ma le proteste dei precari e le manifestazioni della Rete degli studenti mettono a rischio le lezioni. La Rete ha organizzato una protesta folcloristica: i manifestanti, davanti alle scuole, indossando caschetti gialli da lavoro, "per proteggersi la testa dalle macerie che la Gelmini e Tremonti hanno causato". E per ricostruire "pezzo a pezzo" la scuola la Rete ha iniziato da Venezia (liceo Foscarini), Torino (via Bligny e corso Dante), Roma (liceo Tasso e liceo Montessori), Frosinone (liceo classico Turriziani) Perugia (piazzale Anna Frank), Grosseto (istituto agrario Leopoldo II di Lorena). Una manifestazione anche davanti al ministero dell’Istruzione a Roma dove si è presentato anche Antonio Di Pietro. Il ministro, come ogni anno, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico, ha visitato un polo scolastico all’interno del Policlinico Gemelli di Roma.

Gelmini: insegnanti alla sfida della riforma Per l’apertura dell’anno scolastico il ministro Gelmini ha inviato dall’aula Brasco del Policlinico Gemelli un messaggio agli insegnanti sottolineando che varata la riforma "oggi la sfida è degli insegnanti". "Il governo ha predisposto questa riforma ma - ha sottolineato Gelmini - la sfida deve essere raccolta innanzitutto dagli insegnanti perché a loro tocca l’onere di applicarla e di collaborare per rendere la scuola davvero una istituzione per eccellenze e restituire a questa realtà, che credo sia uno degli elementi unificanti del Paese, la giusta considerazione e giusto valore". "Oggi - ha concluso il ministro dell’Istruzione - la sfida è degli insegnanti". 

"Proteste? Scontate" "Rispetto tutti coloro che protestano. Credo comunque che questo non sia il primo anno di proteste. Non ricordo anno scolastico che non sia stato accompagnato da una serie di polemiche e proteste". Queste le parole con le quali il ministro della Pubblica istruzione ha commentato le proteste che stanno accompagnando l’apertura dell’anno scolastico, che oggi prende l’avvio in nove regioni. A margine della cerimonia per l’apertura dell’anno scolastico per i bambini e ragazzi ricoverati al Policlinico Gemelli, Gelmini è tornata ad affrontare il tema dei precari iscritti nelle graduatorie. "Sul tema ho già risposto - ha ricordato - dopo di che quest’anno, ci tengo a ribadirlo, la scuola mette al centro gli studenti. La ratio che informa questo progetto di cambiamento della scuola - ha spiegato il ministro - è quello di mettere al centro non gli interessi corporativi, ma il diritto degli studenti ad avere una scuola di qualità, indipendentemente dal loro ceto sociale o dalla regione di appartenenza. Quindi - ha proseguito - siamo convinti che i cambiamenti che abbiamo fatto vadano nella direzione di restituire prestigio alla scuola e rigore alla qualità della didattica".