Un anno di «stranezze» rilette col Giornale

Caro Massimiliano, sembra ieri ma è già trascorso un anno: gioia, timore,amarezza, rabbia, sconforto, lacrime e poi orgoglio, tanto orgoglio e andare avanti.
Oggi viviamo «calciopoli» da spettatori, altre società sono in ambasce ed io sinceramente non invidio i tifosi (fossero anche a «strisce») perché il tifoso per quanto antipatico, per quanto «odiato» sportivamente è sempre e comunque l’unico non colpevole.
Certo non potrò mai dimenticare la «macchina che va in laguna», la «valigetta» (grazie violinista!), il pre-contratto, il «faldone», la «legale» presenza dell’accusa, i «fattori extra calcistici», le «persone di alta moralità», i bigliettini «goliardate», la doppia retrocessione con «ad adiuvandum» il –3, il sito www.tuttalac.it, l’A.I.A.C. che premia Somma, la gogna mediatica, i deferimenti a catena, i punti tolti, ridati e, dopo 7 mesi, di nuovo ritolti, le partite spostate per una concomitanza che esiste dal ‘46 o per presunto «ordine pubblico», la «carenze strutturali» magicamente rimosse, la famelica «orda di barbari».
Molti di noi sostenevano (e sostengono) che ci fosse un complotto, anche se forse qualche ingenuità lo ha favorito, ed oggi sdraiati sulla riva del fiume in paziente attesa dei tanti «cadaveri eccellenti» verifichiamo - anche grazie ai vostri articoli - come forse si stia ricomponendo il puzzle che ci ha spediti all’inferno.
Certo è imbarazzante scoprire che l’alta moralità di un membro di Eurojust gli consenta di scrivere 42 pagine di una sentenza che (al di là del Genoa) impattava con gli interessi morali e materiali di una società (seppur di calcio) comodamente seduto su una sdraio, magari leccando un ghiacciolo e non perdendo neppure un raggio di sole cosiccome è imbarazzante - grazie a «Moggiopoli» - scoprire che «qualcuno» coltivava interessi a Genova dove è stata fatta «carne di porco» che guarda caso nel gergo comune significa spesso «liberarsi di chi dà fastidio».
E chi se non quei «fanatici» dei Genoani attaccati alle loro tradizioni - e soprattutto al Ferraris - dava più fastidio?
Eliminato Preziosi (un dubbio: col senno di poi a chi era veramente indirizzato quel «non mollo» gridato più volte davanti alle telecamere? Forse a chi in ogni maniera tentava di separarlo da noi?) il Genoa sarebbe finito in «mani sicure», certo sicure per chi aveva (e forse ancora ha) certi interessi.
Perché proprio a Te questa lettera aperta? Perché l’onestà (morale e/o intellettuale) non si compra al supermercato, quindi uno o ce l’ha oppure si comporta come certi tuoi colleghi.
Ricordo benissimo un anno fa di questi tempi – non conoscendoTi – attraverso il Muro Ti criticai per alcune affermazioni televisive (rivelatesi poi ahimè corrette) ma il caos mediatico generato attorno all’amato Grifone mi/ci costringeva a stare sempre sul «chi va là»; la prontezza ed il tono della Tua risposta mi fecero subito apprezzare la serietà del mio interlocutore.
Scrissi allora a tanti tuoi più o meno scafati colleghi: da alcuni aspetto ancor oggi una risposta, qualcuno rispose pieno di sé e con quello che a Genova chiamiamo «presumin».
Quella stessa onestà intellettuale ti fa scrivere indifferentemente come altri siano «circondati da una stampa che ha abdicato al minimo di dignità critica», oppure che «la Triade normalmente non lesina complimenti su carta intestata a chicchessia» ma «Al Genoa, no. Nemmeno due righe».
Noi Genoani lo sosteniamo da sempre ma fa piacere leggere che qualcuno - che non può certo esser tacciato da «tifoso» tantomeno Genoano - se ne sia accorto e soprattutto lo abbia scritto.
Non è «dicendo la verità» che si deteriora l’armonia – come «altri» preoccupati Ti scrivono - ma cercando «cespugli fidati» o «lavorando per abbattere il Ferraris», e l’unica cosa vera che affermano è che «a Genova l’invidia regna sovrana».
Sei pure «andato oltre» asserendo che il Muro si può considerare «a tutti gli effetti un organo di informazione» e a volte «l'Organo di informazione», quanti avrebbero fatto un fondo del genere? E soprattutto credo - conoscendoTi – disinteressatamente anche perché non è con un «fondo una tantum» che si può ragionevolmente pensare di far lievitare le vendite o tirare l’acqua al proprio mulino politico.
Spero (ma direi che ne sono certo) che continuerai le tue «indagini» (con l’aiuto del tuo collega mio omonimo) sulla «carne di porco» ed i suoi derivati, sui giuristi al mare, sulle «isole felici» etc., etc. e mi auguro di rivederTi presto in video sicuro che l’assenza momentanea sia dovuta veramente alla «nausea dal calcio» e non al «perbenismo del vaso d’oro tempestato di diamanti».
Non so – anche se ovviamente me lo auguro – se questa storia ci restituirà ciò che ci è stato tolto in maniera truffaldina so che da lunedì 19 è «iniziata finalmente l’estate» ed ora in riva al fiume, al mare o al lago ci siamo noi – senza pc portatile magari con una copia del Giornale in mano – ad aspettare buone (finalmente!) notizie.
Buon lavoro Massimiliano!