Annoia il prof fallito di Baricco che voleva demolire Beethoven

Che pizza. Forse soltanto Michelangelo Antonioni, con la febbre a quaranta, avrebbe potuto concepire una storia simile. Dire che non si capisce niente è un eufemismo, quindi l’esordiente Alessandro Baricco potrebbe avere la strada spianata verso una carriera colma di trionfi, come altri grandi maestri afflitti dallo straordinario dono dell’incomunicabilità. Ma che cosa ha spinto l’eclettico autore a trasformarsi di colpo in regista? Semplice, il film Seta, che il francese François Girard aveva tratto l’anno scorso da uno tanti capolavori letterari baricchiani, non gli era piaciuto. Tantomeno al pubblico, tra parentesi. Così, in tutta umiltà, si è messo lui stesso dietro la macchina da presa. E ne uscito l’imperdibile Lezione 21. La trama? Mica facile. Il maturo prof universitario inglese Mondrian Kilroy (John Hurt), inflessibile demolitore di oltre cento opere sopravvalutate, dalla cattedra osò stroncare perfino la Nona di Beethoven. Dopodiché si ritirò a vita privata in un bowling abbandonato, probabilmente memore di una boccia che gli era piovuta in testa da piccolo. Unica visitatrice la sua ex studentessa Martha, la stessa che gli faceva da autista nelle sortite al bordello. Ah, a proposito, in quella Lezione 21 si racconta del giovane maestro di musica Hans Peters (Noah Taylor), che pochi mesi dopo l’esecuzione della celebre sinfonia, fu trovato in un bosco vicino a Vienna, morto assiderato e abbracciato al suo violino. Tutto qui, almeno l’essenziale. Il pubblico, che sbadiglierà da cima a fondo, si trova comunque in ottima compagnia. Verso metà un personaggio tuona: «Voi siete tutti pazzi» e un altro, quasi alla fine, si lamenta: «Io non ci capisco un c...». Buon divertimento.

LEZIONE 21 di Alessandro Baricco (Italia - 2008) con Noah Taylor, John Hurt, Leonor Watling. 89 minuti