«Annozero», alt dei carabinieri Ma la Granbassi non si arrende

Dopo le polemiche della prima puntata, l’Arma non vuole che l’atleta partecipi alla trasmissione. Lei chiede l’aspettativa: «È la grande occasione»

Stasera, ore 21,05, Raidue: va in onda la puntata (forse) finale della telenovela di Margherita Granbassi, carabiniere scelto nonché bronzo di scherma a Pechino. Al termine di un tira-e-molla quasi surreale, l’Arma ha messo l’olimpionica di fronte alla scelta secca: o fa un passo indietro, rinuncia alla carriera televisiva e rientra nei ranghi; o stasera va in onda insieme a Michele Santoro nella puntata di Annozero e imbocca la strada senza ritorno che la porterà ad abbandonare la divisa.
La situazione precipita alle nove di ieri mattina, quando lo staff della Granbassi conferma l’indiscrezione di Repubblica: con una clamorosa retromarcia, il Comando generale dell’Arma ha rifiutato alla carabiniera il permesso di partecipare ad Annozero. È la vittoria del partito del rifiuto: un partito che fin dall’inizio, dai piani più alti ai più bassi dell’Arma, era rimasto scandalizzato dal via libera concesso dai vertici alla Granbassi.
Ma la giornata di ieri prosegue convulsa. La schermitrice tenta una mossa a sorpresa, annunciando che chiederà l’aspettativa per poter partecipare ugualmente al programma di Santoro, «un’opportunità importante, che non può ledere in alcun modo il prestigio e la credibilità dell’Arma». L’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che per primo aveva contestato il permesso alla Granbassi, apre uno spiraglio: «L’aspettativa è una soluzione», dice. Ma è un tentativo che dura un amen. Dal Comando generale fanno sapere che anche se la Granbassi ottenesse l’aspettativa i suoi obblighi non verrebbero meno. In conclusione, delle tre l’una. O la ragazza rinuncia alla tv. O chiede di congedarsi. Se non fa nessuna delle due cose e stasera va in onda ugualmente, finisce sotto procedimento disciplinare e viene congedata d’autorità. Dal canto suo Michele Santoro ostenta tranquillità: «Margherita sarà con noi, ci siamo mossi secondo le regole».
In attesa di assistere al capitolo finale, resta da capire come l’Arma sia riuscita a trasformare il «caso Granbassi» in un pasticcio simile. «Non c’è stata nessuna retromarcia - dicono adesso al Comando generale -, noi avevamo detto fin dall’inizio che la Granbassi era autorizzata a partecipare alla prima puntata “con riserva”». Ma è quella autorizzazione “con riserva” che era suonata assai singolare (e forse persino illecita), sia dentro che fuori l’Arma. Le critiche interne hanno preso di mira lo Stato Maggiore, accusato di essersi piegato di fronte agli umori della politica: cioè del ministro della Difesa Ignazio La Russa, dichiaratosi fin dall’inizio assolutamente favorevole alla telepresenza della fiorettista.
Il capo di Stato Maggiore, Leonardo Gallitelli, e il comandante generale, Gianfranco Siazzu, hanno dovuto fronteggiare malumori interni fattisi ancora più vivaci dopo l’andata in onda di Annozero. Si tratta, in realtà, di malumori che da sempre, tra i carabinieri impegnati nella dura routine quotidiana, circondano l’attività degli atleti in divisa: accusati di sfruttare i comfort dell’Arma fin quando sono sconosciuti, e pronti ad abbandonarla - come Aldo Montano e, prima di lui, Alberto Tomba - una volta sbarcati nell’Olimpo delle celebrità.