Annozero: sporco trucco di Santoro in tv

Il giornalista mette in scena una fiction taroccata per processare Berlusconi. Politici, attrici, gossip e fantasie: lo spettacolo di Raidue è il tentativo subdolo di insinuare sospetti sui rapporti tra il premier e una ragazzina. Ma fallisce. <strong><a href="/a.pic1?ID=349387 ">Una settimana di volgarità: da Lerner alla Littizzetto</a></strong>

Fino a ieri sera soltanto il Rutger Hauer di Blade Runner poteva dire di «aver visto cose che voi umani non potreste immaginarvi». Ora si sono aggiunti i milioni di italiani (quanti, lo sapremo oggi) che hanno visto la puntata di Annozero. Potevamo immaginarci che l’avvocato Niccolò Ghedini facesse la fine di San Sebastiano, bersaglio unico delle frecce di Santoro e Travaglio. Non che Emma Bonino, paladina delle libertà sessuali, si trasformasse in uno Scalfaro in gonnella scagliandosi contro un Berlusconi «ossessionato dai riferimenti sessuali» dimenticando che proprio i radicali portarono in Parlamento Cicciolina Staller.

Non che Santoro togliesse la parola ad Alex Stille, studioso italo-americano convocato per aumentare la potenza di fuoco contro il Cavaliere, per mancanza di argomenti. Soprattutto non si poteva immaginare che, alla fine di Annozero, il «complotto» scoppiasse in mano proprio a Santoro. Il quale ce l’aveva messa tutta per spargere di mine la puntata di ieri sera che si doveva occupare delle faccende matrimoniali del presidente del Consiglio. Aveva mandato Sandro Ruotolo nel ristorante di Casoria dove domenica Berlusconi aveva festeggiato i 18 anni di Noemi Letizia. Aveva intervistato compagne di scuola (e relativi genitori) della ragazza napoletana. Aveva arruolato un’appartenente alla categoria più vituperata della serata, cioè un’attrice, nella fattispecie Monica Guerritore compagna del parlamentare democratico Roberto Zaccaria, per recitare come un melodramma le fatidiche parole di Veronica Lario. Tutto pronto per la fucilazione.

La lapidazione in diretta era stata preparata in modo minuzioso. Intervista telefonica a Elio Letizia, intervento in diretta della giornalista di Repubblica che per prima trattò la vicenda. Interviste a politici napoletani tese a screditare Noemi, suo padre, la famiglia, l’ambiente che frequenta, e in definitiva Berlusconi. Il classico schema santoriano: un collage di immagini montate ad arte, un puzzle di parole affiancate a uso e consumo della tesi costruita a tavolino da Annozero. In più, proprio in apertura, Santoro ha messo le mani avanti dicendo che non avrebbe accettato telefonate nel corso della puntata. «Berlusconi potrà venire ospite del programma come e quando vorrà» a difendersi: detta così, a freddo, quella frase lasciava presagire sfracelli. Ieri pomeriggio «Dagospia» prevedeva una «puntata-bomba sulla sex-tragedy di Arcore» che preludeva all’auto-martirio di Michele Santoro, il quale «non vede l’ora di farsi cacciare perché ha capito che il nuovo corso politico e aziendale intende azzerare la sua esperienza a viale Mazzini».

Ma Santoro in carriera ha mollato una volta sola la poltrona, cioè quando si dimise dal Parlamento europeo, e lo fece perché ne aveva pronta subito un’altra in Rai. Così Annozero ha fallito il bersaglio. È finita che Santoro, impegnatissimo a ricostruire minuto per minuto la serata berlusconiana di domenica dall’aereo al ristorante, ha annoiato gli spettatori, ed Emma Bonino gliel’ha detto in faccia. Monica Guerritore, una volta musa di Gabriele Lavia in film come Scandalosa Gilda e La lupa, ha dato una voce non scandalizzata ma senz’anima alle parole di Veronica Lario. Candida Morvillo, direttrice di Novella 2000, si scioglie in un «Berlusconi è un bellissimo uomo».

La giornalista Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli, argomenta che «si tratta in modo inadeguato il fenomeno Berlusconi, come se si potesse liquidare il fenomeno Obama in America guardando che scarpe porta sua moglie Michelle»: invece il premier «spalanca le porte dell’Italia a giovani e donne che non sognavano minimamente di entrare in politica». Santoro ce l’ha messa tutta. Ha cercato di togliere la parola alla Palombelli per dare a Concita De Gregorio, direttrice dell'Unità, la possibilità di dire che «la formazione delle liste è da tempo un casting con tanto di book», dimenticando anche lei che il Pd ha scritturato giornalisti televisivi, veline, campionesse fotogeniche. Ha chiesto il sostegno di Alex Stille, il quale non ha trovato di meglio che farsi zittire dall’avvocato Ghedini nel tentativo di rispolverare il caso di Virginia Sanjust. Bonino ha accusato Berlusconi di mettere in imbarazzo l’Italia ai vertici internazionali.

Travaglio si è fatto forte del rapporto di Freedom House sulla mancanza di libertà di stampa. La tesi era semplice e scontata: Berlusconi è «unfit», come scrisse l’Economist una volta e adesso non più; è inadeguato, malato come ritiene la moglie perché frequenta minorenni, o ossessionato dal sesso, come ha specificato Emma Bonino. Ecco il vero «complotto», per restare al titolo della trasmissione di ieri sera. L’avvocato Ghedini, come il Cruyff dei vecchi tempi, ha giocato da solo a tutto campo. Ma le sue parole più importanti le ha dette verso la fine, e Santoro non le ha sottolineate. Ghedini ha definito Veronica Lario «una bellissima persona», «una donna intelligente, colta, una piacevolissima conversatrice, che si è adirata fortemente per una serie di informazioni non complete e non corrette. È stato uno straordinario equivoco».