Annozero su Grillo: la Rai censura Santoro

Nel programma di Michele Santoro si è parlato delle ultime iniziative di Beppe Grillo. In studio sono volati insulti e parolacce tra Sgarbi e Travaglio. Buoni gli ascolti. Sgarbi contro il conduttore: &quot;Ha fatto da cassa di risonanza agli insuti di Grillo&quot;.<strong> </strong><a href="/a.pic1?ID=258765" target="_blank"><strong>La Nirenstein attacca Gad Lerner per &quot;L'Infedele&quot;</strong></a><br />

Milano - È stata una puntata tutt’altro che tranquilla quella di Annozero su Beppe Grillo andata in onda ieri sera su Raidue: protagonista è stato Vittorio Sgarbi che ha apostrofato Marco Travaglio con insulti e parolacce. Bene comunque gli ascolti con 3.6 milioni di telespettatori e il 15,79% di share. Linguaggio colorito da parte dell’assessore alla Cultura di Milano anche nei confronti di Beppe Grillo che, in Piazza San Carlo a Torino, lo scorso 25 aprile ha, tra l’altro, attaccato Umberto Veronesi: lo spezzone è stato mostrato in studio, provocando la reazione irata del critico. Sgarbi, ascoltando le parole del comico contro l’oncologo, si è alzato più volte come se volesse abbandonare lo studio, dicendo: "Questa è m... Basta".

Ma la tensione è salita alle stelle ogni volta che Travaglio ha preso la parola con Sgarbi che puntualmente lo interrompeva e Santoro che tentava una difficile mediazione. Travaglio ha evocato l'allontanamento di Enzo Biagi dalla Rai: "Se non fossimo quel Paese nel quale Biagi...". Ma non ha fatto in tempo a terminare la frase che Sgarbi ha detto: "Siamo un grande Paese con un pezzo di m... come te". "Questa è la casa della Libertà, anzi il Popolo della Libertà", ha commentato Travaglio. "E tu sei il popolo del nulla...".

Inarrestabile Sgarbi che ha accusato il giornalista di essere "un diffamatore", di "dire bugie" e sostenendo che Biagi non è stato mai cacciato dalla Rai: in realtà, secondo Sgarbi, gli era stato proposto un semplice cambio di orario. Travaglio oggi ha reso noto di aver ricevuto un messaggio da Bice Biagi: "Questa è la cosa che mi ha fatto davvero un grandissimo piacere".

Petruccioli: "Faccio ammenda per Santoro" "A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l’appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Claudio Petruccioli, presidente della Rai, interviene sull'ultima puntata di Annozero: "Ieri sera - dice in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l’umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell’ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".

Sgarbi: "Santoro? Cassa di risonanza agli insulti di Grillo" "Santoro ieri ha concesso a Beppe Grillo di avere un megafono di milioni di telespettatori che hanno ascoltato i suoi insulti. Santoro non ha preso adeguatamente le distanze da quegli insulti senza possibilità di replica", Vittorio Sgarbi, torna a parlare della puntata di ieri di "Annozero" e attacca il conduttore. "L’autorità garante dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente della Repubblica Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Dell’Utri, Cuffaro, direttori di rete come Mazza e Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile", aggiunge Sgarbi. "Nessuno è indispensabile - afferma ancora - bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l’impropriamente definito 'editto Bulgaro'. Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso. È giusto che un palinsesto possa cambiare senza per questo che qualcuno si atteggi a vittima". "Non si può chiamare censura - sostiene - l’impedire questa cassa di risonanza compiaciuta di uno che fa comizi in piazza per insultare destra e sinistra e disinformare come ha fatto sulle basi della Nato che non vuole la guerra ma ci difende. Non ci vedrei nulla di male - conclude Sgarbi - se Santoro venisse spostato in fascia pomeridiana. Come è lecito che un direttore non pubblichi un articolo pieno di insulti e ingiurie, altrettanto è lecito evitare che Grillo insulti attraverso la tv di Stato".