Annunciate ritorsioni sugli slot: la Regione non ha «pieni» poteri

Formigoni vorrebbe incidere sull’attività del vettore, ma le leggi non glielo permettono

Le «ritorsioni aeroportuali» che Roberto Formigoni vorrebbe attuare nei confronti di Alitalia, rea di alleggerire la sua presenza allo scalo di Malpensa, sono destinate a rimanere una semplice «sparata» politica. Le norme correnti escludono qualunque potere delle Regioni nell’assegnazione degli slot (diritti di decollo e atterraggio), che segue regole comunitarie. In Italia è un’associazione di vettori e gestori, Assoclearance, sotto la potestà del ministero, a dare esecuzione alle norme, senza discrezionalità. Se una compagnia, decide di sospendere l’esercizio di uno slot, questo diritto rimane a sua disposizione per una stagione di traffico (sono due all’anno); se poi perdura l’inattività, il diritto viene riassegnato ad altri vettori, seguendo il criterio di priorità delle richieste. È comunque escluso, come confermano la massime autorità in materia, che le Regioni possano intervenire in questo processo di assegnazione (e tantomeno in quello di revoca, come lasciato trapelare dalle minacce di Formigoni). La Costituzione (titolo quinto, articolo 117), là dove indica le competenze legislative dello Stato e le materie di «legislazione concorrente» da parte delle Regioni, cita, sì, «porti e aeroporti civili»: ma in realtà si tratta di una norma non disciplinata da leggi o regolamenti, mai esercitata, priva dunque sia di precedenti che di strumenti. In più - fanno notare autorità aeronautiche che preferiscono non essere citate per non entrare in polemica diretta - lo scalo di Malpensa ha una tale rilevanza nazionale che renderebbe del tutto improbabile, se non impossibile, una competenza regionale. Alla conferenza stampa di mercoledì, dai toni molto accesi, Formigoni ha attaccato duramente Alitalia. Senza usare espressioni dirette, ma preferendo insinuare e lasciar intuire, ha rivolto parole minacciose verso la compagnia, richiamandosi a una presunta «competenza in tema di regolamentazione aeroportuale» in capo alla Regione. Alla precisa domanda se ne avesse discusso con l’Enac (l’ente per l’aviazione civile, massima autorità in materia) ha ammesso, in maniera molto generica, che no, non ne aveva parlato. Parte della stampa, forzando le parole di Formigoni, si è spinta ieri addirittura a pensare a un ridimensionamento di Alitalia sul Linate-Roma: niente di più irrealistico.