Annunziata sbertucciata Ecco perché la Lega ha spento la diretta

Cancellata all’ultimo la puntata di &quot;In 1/2 ora&quot; dalla sede dell'emittente lumbard. La conduttrice: &quot;Perché avete paura?&quot;<br />

Alle 19.30 Lucia Annunziata è appena rientrata a Roma con le pive nel sacco, dopo una trasferta inutile a Milano. «Sono a pezzi», ma non infierisce: «Non voglio fare polemica con la Lega. Questa vicenda è dovuta a questioni interne loro, non cerco la contrapposizione». Del resto, se l’obiettivo era mettere in rilievo l’agitazione che c’è sul Carroccio è stato raggiunto e c’è da dire che il Carroccio ci ha messo del suo. Prima organizzando e poi annullando la trasmissione In 1/2 ora che sarebbe dovuta andare in onda ieri in diretta dagli studi di Radio Padania per raccontare la «pancia» del Nord senza filtri, con una diretta su tutti i temi più caldi dell’attualità.

E invece alle 14.30 quando prende la linea, la Annunziata gli studi dell’emittente leghista ce li ha alle spalle, ma immortalati in foto. Ed è lì sola, senza l’europarlamentare e direttore della Radio, Matteo Salvini. La conduttrice può solo raccontare i fatti e poi salutare, perché, spiegherà poi, non ha avuto il tempo di organizzare un’altra trasmissione, la troupe ormai l’aveva seguita a Milano, valla a organizzare una puntata diversa in quattro ore. Così racconta: «Abbiamo lavorato per tre giorni in assoluta tranquillità, senza alcun dissidio: poi stamattina alle 10 la cancellazione è arrivata come un lampo in cielo sereno», ha esordito Annunziata.

E poi: «Avremmo voluto ascoltare le opinioni della base su tutte le questioni aperte, dall’unità d’Italia all’ipotesi elezioni, all’immigrazione. Poi alle 10 di stamattina Salvini ha spiegato che la puntata era stata annullata perché considerata inopportuna. Non voglio farne una questione giornalistica, perché i rapporti fra politica e giornalismo sono sempre molto tesi, il servizio pubblico è famoso per queste cose. Ma giornalisticamente c’è una domanda che devo rivolgere a voi: cosa succede dentro la Lega? Perché temono le opinioni a briglia sciolta dei loro elettori su una tv nazionale? Lega fatti avanti: con la tua tradizione, non puoi permetterti di censurare i tuoi stessi votanti!».

Bum, il caos è servito. La Annunziata parla di «occasione persa anche per la Lega». Salvini spiega che «sarà per un’altra volta», il momento è delicato col federalismo alle porte e «non volevo correre il rischio di strumentalizzazioni».
Il «pacco» tirato all’ultimo però, incassato con abile eleganza da Lucia, viene invece brandito come una clava da un’altra signora del centrosinistra, Rosy Bindi: «È una implicita ammissione che i vertici della Lega non vogliono far sentire il malessere del proprio elettorato e l’imbarazzo della propria base» ha detto. Poi, dimentica dei tentativi del suo Pd di annullare le primarie per paura di perderle, rincara: «Sapevamo che il Carroccio fatica ad accettare il confronto con gli altri ma ora pare che non voglia farlo neppure con la propria gente», segno di «contrasti interni insostenibili». E via col coro, Pd e Idv tutti a denunciare il bavaglio al popolo leghista, con repliche stizzite come quella di Francesco Storace, «la Annunziata cerca risse nella Lega e occulta lo sconquasso nel partito di Fini», e punte altissime di comicità, col capogruppo Pd in commissione Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta, a invocare addirittura l’intervento del direttore generale della Rai, per fare cosa chissà.

Loro, i «censurati», ieri per tutto il giorno hanno affollato le bacheche Facebook di Radio Padania e Salvini. Ma solo uno ha scritto: «Peccato, eravamo pronti a insultare la sinistra sulla sua tv». Gli altri organizzavano i festeggiamenti per il 17 marzo: tutti a Dublino, è San Patrizio.