Ansaldo, la Città delle culture Ora il progetto diventa realtà

La «Città delle culture» è diventata realtà. Sono già partiti infatti i lavori di demolizione dei fabbricati interni dell’ex Ansaldo, sulle cui macerie, come la fenice, sorgerà il Centro delle Culture Extraeuropee. L’edificio di vetro traslucido, che cambia colore con i raggi solari, perfettamente integrato con i mattoni rossi dell’Ansaldo, darà vita a una piazza coperta, da cui si potrà accedere agli spazi espositivi. Non solo: la facciata interna, decorata con grandi immagini serigrafate, che altro non sono che riproduzioni delle opere esposte, introdurrà i visitatori a un viaggio attraverso le diverse etnie presenti a Milano. La struttura in vetro, il cui progetto esecutivo sarà approvato entro il 15 novembre, è firmato, come la ristrutturazione degli edifici dell’ex Ansaldo, dallo studio di David Chipperfield, vincitore del concorso internazionale nel ’99.
Il Comune ha deciso di partire dal cuore (in vetro) del progetto, per poi muoversi verso l’esterno: il primo lotto di lavori, che prevede la costruzione del Centro delle culture extraeuropee e i parcheggi sotterranei, infatti, è già stato approvato e finanziato con 60 milioni di euro. I lavori veri e propri partiranno in primavera e dureranno 3 anni. Soddisfatto Bruno Simini, assessore ai Lavori pubblici: «È un progetto epocale per la città, sia per bellezza che per dimensioni. Costruiremo uno spazio moderno, funzionale, e di gran valore estetico: restituiamo così alla città una sua area storica, dando vita, allo stesso tempo, a un polo attrattivo alternativo al centro».
Ancora incerta, invece, la destinazione d’uso del secondo lotto, che comprende gli edifici che si affacciano su via Savona, via Bergognone, Tortona e Stendhal, per una superficie complessiva di 70.700 mq. L’idea della «Città delle culture», infatti, risale all’amministrazione Albertini che aveva pensato a un polo museale che riunisse il Museo Archeologico, il Centro Studi Arti visive, la Scuola del cinema, una nuova sede per lo storico laboratorio di marionette dei Fratelli Colla.
La struttura in vetro cangiante di Chipperfield, invece, ospiterà le «propaggini» di due simboli di Milano, il Castello Sforzesco e la Scala. Finalmente la Collezione extraeuropea delle raccolte di Arte applicata del Castello «troverà un’adeguata valorizzazione al Museo Settala - come lo ha battezzato l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi - in memoria di Manfredo Settala, canonico che lasciò alla Biblioteca Ambrosiana una delle più importanti collezioni eclettiche d’Europa. Allo stesso tempo mettiamo ordine nel patrimonio artistico del Comune». Trasloco in vista anche per i laboratori di altissimo artigianato della Scala. «Da simbolo della Milano industriale - commenta Sgarbi - l’Ansaldo diventerà il simbolo dell’arte, dell’artigianato creativo e delle tradizioni culturali delle diverse etnie».