Ansaldo, storia di uomini e di macchine

Francesco Gambaro

Più che la storia dell'Ansaldo, è l'insieme di tante piccole storie, di uomini e di macchine, da metà Ottocento ai giorni nostri, il volume «Ansaldo e Genova 150 anni insieme», a cura del giornalista Ferruccio Repetti. Che lo ha presentato ieri nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi insieme al sindaco Giuseppe Pericu, al presidente di Fondazione Ansaldo Sergio Maria Carbone e all'amministratore delegato di Ansaldo Energia Giuseppe Zampini. Davanti all'ex presidente dell'Ansaldo Bruno Musso, al presidente dell'Associazione industriali Marco Bisagno e al presidente dell'Autorità portuale Giovanni Novi.
«Un libro che aiuta la memoria per ricordare l'identità della presenza industriale dell'Ansaldo a Genova», per dirla con le parole di Carbone. Ma anche un matrimonio d'amore e di interesse come suggerisce il sottotitolo del volume edito a cura della «Comunicazione Ansaldo Energia».
Per ricordare degnamente «un'azienda che ha fatto assumere alla nostra città il rango di capitale industriale» sottolinea il sindaco Pericu, nel ripercorrere le tappe anche recenti della grande azienda nata da un'intuizione di Giovanni Ansaldo, Carlo Bombrini, Giacomo Filippo Penco e Raffaele Rubattino il 1 gennio 1853.
È l'insieme di tante piccole storie, dal successo della mitica «Torpedo Blu» (quella cantata da Giorgio Gaber), uscita appunto dagli stabilimenti Ansaldo nel 1928, al transatlantico «Rex», nave delle navi allestito nei cantieri Ansaldo e destinato ai fasti del Nastro Azzurro, l’ambito riconoscimento per il più veloce viaggio oceanico.
«Ma è soprattutto la vicenda di tanti uomini, gli ansaldini che con la loro tenacia, costanza e passione hanno reso possibile la storia dell'Ansaldo e anche di Genova», come ricorda l'autore del volume.