Ansie e piaceri a fil di matita

Tutti noi, ormai grandi, continuiamo a fare scarabocchi. Sul notes mentre siamo al telefono in attesa di risposta; a margine di una relazione mentre ascoltiamo una noiosa conferenza; sul quaderno degli appunti mentre parla il professore. Tratteggi, spirali, campiture dei quadretti, fiorellini, stelle, piccoli paesaggi, disegni minuti o immagini ampie, che si espandono a coprire l'intera pagina, appena abbozzati o rifiniti nei dettagli. Gli scarabocchi sono, come i disegni dei bambini, come la grafia, assolutamente personali e raccontano tante cose di noi. Ripercorrono la strada dell'inconscio e lasciano sul foglio le sensazioni, gli stati d'animo, le ossessioni, la gioia, l'animosità del momento. È questo che spiega «I disegni dell’inconscio» di Evi Crotti e Alberto Magni (Oscar guide Mondadori, pagine 119, euro 9.90)