Anti Antonio inascoltabili

«Nun se pò sentì», così in dialetto romanesco mi apostrofa il direttore artistico della radio quando cado in errore di pronuncia. Quel «nun se pò sentì» lo giro volentieri a tutti quelli che, da domenica sera, stanno esaltando la Sampdoria che vince senza Cassano. Anzi, perché non c’è Cassano. Nove punti in tre partite. Ma contro chi? E quale sarebbe la prova che dimostra che è l’assenza di Fantantonio a segnare la svolta? Non si dica il gioco. Non ci casco. Quello nella Sampdoria non esiste da mesi: alzi la mano chi si è divertito a vedere il 3-2 contro l’Udinese, chi non ha sbadigliato nel secondo tempo con l’Atalanta, o chi domenica saltava sul divano per le occasioni a ripetizioni dei blucerchiati. La grinta è tornata e nella squadra c’è maggiore generosità. Ma il salto di qualità, c’è solo uno che può fartelo fare: si chiama Antonio Cassano e posteggia la macchina fuori dal campo di allenamento.
Ps: se sabato si perdesse con la Fiorentina e in campo ci fosse Cassano si guardi l’avversario non la nostra formazione.