Antiberluscones pentiti

E poi venne il giorno in cui Piero Fassino parlò come Sandro Bondi: «Solo Berlusconi ci può aiutare». Mamma gli amerikani, che paura: pur di non averli al telefono, il centrosinistra è disposto ad umiliarsi andando a Canossa, provincia di Cologno Monzese. Bianco o (rosso) nero, qui ci vuole un Cavaliere. Fanno quasi tenerezza tutti in fila, con un po' d'imbarazzo, alla porta dell'ex Nemico Numero Uno immediatamente riabilitato in qualità di possibile alleato. Fino a ieri volevano tagliargli le gambe. Ora gli chiedono una mano.
E se guardano all'immenso suo patrimonio non è più per domandarsi maliziosi: «Riuscirà a salvarlo?». Ma piuttosto per chiedersi, spaventati: «Riuscirà a salvarci?». Meglio Rossi che morti? Macché. Né Rossi (Guido) né morti. E nemmeno yankee. Avanti, questo è il giorno in cui si scoprono tutti berlusconiani, magari con qualche pudore, innestando mezza retromarcia, fingendo di non crederci davvero. Ma in fondo, via, non sei cresciuto anche tu a pane e Bim Bum Bam? E il Drive In non è un patrimonio della nazione? E che dire della Corrida e di Casa Vianello? Passaparola, cantiamo tutti insieme: «Stamattina, mi sono svegliato e ho trovato l'invasor. O Mike Bongiorno portami via che mi sento di morir. Gerry ciao, Gerry ciao, Gerry ciao ciao ciao». Ci manca solo che Fassino telefoni ad Arcore chiedendo: «Allora, abbiamo la Telecom?», e poi il quadro sarebbe completo.
Certo i panni dei berluscones al centrosinistra stanno un po' scomodi. Rifondazione comunista si ribella, il ministro Gentiloni precisa. E ci mancherebbe. Invocare come salvatore della patria quello che fino al giorno prima era stato descritto come il nemico della democrazia non dev'essere facile da digerire nemmeno per chi, nel corso della sua storia, ha digerito davvero di tutto. Fatte le debite proporzioni, è come se Cappuccetto Rosso all'improvviso scoprisse che il lupo cattivo, in realtà, è il buon samaritano. O come se Titti venisse a sapere di colpo che Gatto Silvestro è il miglior amico dei canarini. Ma voi lo ricordate che cosa dicono di solito di Berlusconi? «È una sòla» (Angius). «Inquina la vita politica nazionale» (Bertinotti). «È un piazzista» (D'Alema, Bordon, Lusetti e altri). «È un disastro» (Gloria Buffo). «Mette a rischio la convivenza democratica» (Castagnetti). «Vende tappeti vecchi» (Cento). «È un dilettante» (Chiti). «È un pericolo per l'Italia» (Cossutta). «È un fattore di destabilizzazione» (ancora D'Alema). «È come Bin Laden» (D'Erme). «Non sa cos'è la democrazia» (Diliberto). «È una vergogna mondiale» (ancora Diliberto). «È un venditore di fumo come Wanna Marchi» (Di Pietro). «È un clown» (Fassino). «È un megalomane e delira» (ancora Fassino). «Siamo preoccupati per il suo equilibrio psicologico» (Franceschini). «È un teppistello» (Melandri). «È un despota» (Mussi). «Vuole costituire un regime» (ancora Mussi). «È un irresponsabile» (Pecoraro Scanio). «È come un vecchio dittatore sudamericano» (Violante).
E si potrebbe continuare all'infinito con l'elenco di gentili epiteti quali per esempio «dittatorello», «folle», «vigliacco», «incapace», «pagliaccio» e persino «portasfiga», che è davvero paradossale: se davvero Berlusconi ha portato sfiga, allora Tronchetti Provera con tutti i suoi debiti cos'ha portato? E perché invocare un «incapace» come unica risorsa disponibile nel Paese? Se davvero è un «fattore di destabilizzazione», perché lo vogliono dentro la più grande azienda italiana? Insomma: la Telecom ha forse bisogno di piazzisti? O di venditori di fumo? Non ce ne sono già stati abbastanza nel recente passato? Come può una stessa persona essere un giorno vergogna mondiale e l'altro speranza nazionale? E soprattutto una volta per tutte: Berlusconi mette l'Italia in pericolo o la salva? È un piccolo Cesare o un grande imprenditore? E Mediaset è una risorsa per il Paese o un'azienda da affossare? Nessuno sa dire, ora, come finirà la battaglia economica. Ma di certo in quella politica c'è già stata una clamorosa resa. La sinistra, infatti, dopo aver passato gli ultimi anni della sua vita a pensare come distruggere Berlusconi, per la prima volta gli tende la mano non per tirargli un cazzotto ma per chiedergli aiuto. Così è divertente osservare quella processione di penitenti col capo cosparso di cenere che si forma davanti ai cancelli di Arcore. Qualcuno dice: «Solo tu ci puoi salvare». Sembra la voce di Sandro Bondi. Invece no: è proprio Fassino.