«Antibiotico» Brunetta e negli uffici pubblici sono guariti quasi tutti

L’«antibiotico» di Brunetta guarisce gli allergici alla fatica e modifica profondamente il comportamento dei dipendenti pubblici che fino a qualche tempo fa sarebbero rimasti a casa anche per un leggero colpo di tosse e che ora, invece, dopo il decreto del ministro della Funzione Pubblica, sono al lavoro. La conferma viene dai numeri: basta guardare le variazioni delle percentuali delle assenze per malattia rilevate nella Regione Lombardia a gennaio 2009 e confrontarle con quelle dell’anno scorso. Nel comune di Inzago, i fannulloni sono stati l’87,3 per cento in meno rispetto al 2008; nel comune di Lainate il 74,2 per cento in meno e a Cornaredo il 67,9. Ma l’azione del governo ha cambiato anche gli atteggiamenti dei lavoratori di aziende ospedaliere, Asl e amministrazioni. Alla Cà Granda di Milano, la percentuale delle assenze è scesa a -44,1 per cento e alla Regione Lombardia del 46 per cento. Riduzioni talmente rivelanti da spingere il ministero ad osservare come «sembra ormai consolidarsi nel pubblico impiego un comportamento di maggiore responsabilità ispirato a principi di correttezza professionale e di riconoscimento del merito». Ci sono però alcuni comuni del Milanese che sono rimasti immuni dall’effetto Brunetta: la maglia nera va a Cerro Maggiore dove le assenze per malattia sono aumentate del 25 per cento.