Antiche immagini dei Promessi sposi

«Il Manzoni illustrato» espone anche schede autografe dell’autore che dà consigli agli artisti

Luciana Baldrighi

Dopo Verga, Campanella, D’Annunzio, Ungaretti, Cardano, Pound, Cozzani, Petrarca, e Leo Longanesi, è la volta di Alessandro Manzoni. Così la Biblioteca di Via Senato vuole rendere omaggio agli autori dei Promessi Sposi con lo scopo di valorizzare il fondo bibliografico della colta sede e ripercorrere la storia iconografica dei «Promessi Sposi» ambientato nella Lombardia del Seicento sotto il dominio spagnolo.
Delizioso il ritratto ad olio di Lucia Mandella affacciata alla finestra ritratta da Eliseo Sala nel 1843 che compare sul cartoncino d’invito patinato: la contesa Lucia è in tipico costume d’epoca ricco di pizzi e con tanto di copricapo a spilloni come da tradizione e come il suo ceto le consentiva. Nella mostra sponsorizzata da Publitalia ’80, dalla Fondazione Cariplo, dalle Generali e con il patrocinio del Comune, si è cercato di rivalutare un talento straordinario anche come sceneggiatore capace di coinvolgere ed emozionare attraverso la scrittura e le immagini. Fra i documenti della mostra «Il Manzoni illustrato», realizzata in collaborazione con la Casa Manzoniana di Milano e il Museo Manzoniano di Lecco una documentazione straordinaria di grafica che l’autore de «I Promessi Sposi» ha incontrato nel corso di due secoli. Troviamo nella rassegna lettere autografate a Gaetano Cattaneo, Luigi Rossari, Fermo e Lucia, dove l’interesse di Manzoni per Goethe viene trasmesso spesso. Percorrendo l’itinerario di documenti troviamo schede autografe nelle quali Manzoni indicava agli artisti le proprie istruzioni per l’esecuzione dei disegni dell’edizione illustrata del suo capolavoro del 1840: ogni momento o episodio del romanzo era studiato insieme alle inquadrature le inserzioni e la distribuzione rispetto al testo. A questo lavoro pensò in particolare il pittore Francesco Gonin presentato a Manzoni da Massimo D’Azeglio. Fu così che fu incaricato di illustrare il romanzo con una sequenza compiuta di vignette. La mostra ne ha selezionate parecchie di varie edizioni attingendo dal cospicuo fondo manzoniano conservato oggi alla Biblioteca di via Senato che presenta alcune dizioni illustrate del XIX e del XX secolo a testimonianza della qualità e capacità degli incisori, grandi esperti da Gonin a Previati.
Proveniente sempre dal fondo manzoniano della Biblioteca di via Senato è un prezioso nucleo di disegni originali realizzati da Giacomo Mantegazza per il concorso bandito nel 1895 da Hoepli per un’edizione illustrata dei «Promessi Sposi». Mantegazza (sono presenti 22 disegni inediti) seppe realizzare immagini suggestive e ricche di vivaci citazioni del mondo milanese grazie alle quali arrivò secondo a Previati. Un’altra sezione dedicata a opere pittoriche di importanti artisti dell’Ottocento si affianca alla sezione bibliografica con opere pittoriche di noti artisti dell’Ottocento, tra i quali lo stesso Massimo D’Azeglio, Giuseppe Molteni, Luigi Bianchi che ritraggono Manzoni o si ispirano a luoghi o personaggi del romanzo. Tutte le opere sono provenienti da collezioni pubbliche e private e risultano preziose soprattutto per la ricostruzione storico letteraria della fortuna del romanzo come nel caso della «Lettura in famiglia di un punto commovente dei Promessi Sposi» di Emilio De Amanti. La rassegna voluta da Marcello Dell’Utri è corredata anche di attività didattiche per le scuole (tel.02.76215314).
Il Manzoni illustrato alla Biblioteca di via Senato 14 fino al 28 gennaio. È aperta dalle ore 10 alle 18 tutti i giorni tranne il lunedì. Biglietto 5 euro.