Antichi proverbi e saggezza popolare rigorosamente in dialetto genovese

Rigorosamente in genovese: «Öbbedisce chi no deve, comanda chi no sa». Vale per oggi. E perciò si può anche non tradurre, tanto è comprensibile, proprio in quanto attualissimo, il messaggio, ai massimi ed anche ai minimi livelli istituzionali... Ancora: «Gïa che te regïa, chi l’ha de lungo in to cû l’è sempre o Dria». Questo, intraducibile anche per via del riferimento somatico, ma perfettamente allineato alla realtà odierna, fra tasse e balzelli, balzelli e tasse ai danni dei «soliti noti». Eppure, si tratta solo di due aforismi d’annata, ripescati negli abissi del dimenticatoio, insieme a una miriade di altri, dalla lenza esperta di Pro Schiaffino, e serviti ora nel piatto-pamphlet letterario del suo «Gli Aforismi di Capitan Schiaffino». Il tutto accompagnato da un atto d’amore per Camogli, che è il «mondo» di Pro, camoglino doc e direttore del locale Museo marinaro.
Testo singolare, questo di Schiaffino, che con l’artificio delle citazioni in vernacolo miscela sapientemente umorismo e nostalgia, sarcasmo e sentimento, curiosità e suggestione. Come scrive Silvio Ferrari nella prefazione, il comandante «mescola conoscenze profonde ed esperienze vissute, citazioni pesanti e spiritose “sguaitezze“, e un bell’elogio del primato della vita su ogni altra categoria delle possibilità umane». Utilizzando, Schiaffino, si badi bene, il dialetto genovese da par suo, in particolare quella sintesi fulminante che taglia e cuce in un amen i tic dei mediocri e le manìe degli spocchiosi. Di ogni tempo e in ogni dove. Lo aiutano, non poco, anche le tavole del pittore Attilio Mangini, che di Schiaffino fu amico e sodale - lo ammette Pro - in conversazioni quotidiane nel bar: «Ogni mattina mi trovavo con lui e parlavamo di niente, ma sempre molto volentieri».
Sopra ogni cosa, però, al di là di ogni sferzata di ironia o di emozione, si impone l’ambiente, l’atmosfera marinara, l’odore di salmastro che sa di profumo inebriante e ammaliante. Da Camogli al resto del mondo, per poi tornare invariabilmente e gioiosamente a Camogli, a parlare in genovese, a pensare in genovese, e a scriverne. Perché, in fondo, confessa Schiaffino, «quelli come noi credono sia il genovese l’unico modo di comunicare tra persone intelligenti».
Pro Schiaffino, «Gli Aforismi di Capitan Schiaffino», Nuova Editrice Genovese, 142 pagine, 12 euro. Prefazione di Silvio Ferrari, disegni di Attilio Mangini.