Antichità trafugate: Lazio regione più colpita

Va letta in filigrana la relazione sull’attività svolta nel corso del 2009 dal Carabinieri della tutela del patrimonio culturale presentata dal comandante generale Giovanni Nistri, davanti a un parterre di addetti ai lavori, fra cui il sottosegretario Francesco Maria Giro e il segretario generale del ministero dei beni culturali Giuseppe Proietti che sostituirà, come ha rivelato Giro, Angelo Bottini nella soprintendenza archeologica di Roma.
La cornice è quella consueta di via Anicia fra reperti che raccontano storie intricate ed avvincenti. In sala, appena rientrati grazie alla collaborazione con la dogana Usa, un affresco del I sec.a.C. da una villa romana di Boscoreale e un cratere etrusco-corinzio a colonnette finito in Giappone. Nell’androne i pezzi rientrati in base ad accordi con la Svizzera a due noti restauratori svizzero-libanesi, i Burki padre e figlio cui si deve il restauro del cratere di Eufronio scavato a Cerveteri e venduto al Metropolitan di New York per un milione di dollari. Sono 137 su 500 sequestrati, ma di quelli mancanti ci sono le fotografie. Case d’asta e gallerie sono avvertite.
Dati rassicuranti rispetto al 2008 visto il calo dei furti in generale (-14,5%) e degli scavi clandestini accertati (-76%). Invece è consistente il fenomeno della falsificazione, come risulta dall’elevato numero di persone denunciate per questo specifico reato (+424%).
In dettaglio si nota che la regione più colpita continua ad essere il Lazio (137 furti di beni culturali), seguita dalla Toscana e dalla Lombardia anche se per l’archeologia è la Sicilia (che precede Campania e Lazio) a detenere il primato negativo. I beni privati continuano ad essere i più esposti (oltre il 45% del totale dei furti), subito dopo vengono chiese e istituti religiosi (44,5%), mentre i musei statali, civici, ecclesiastici, privati, vivono una stagione tranquilla (15 furti contro i 21 nel 2008). Un campo sensibile rimane quello dell’archeologia, nonostante il calo notevolissimo degli scavi clandestini accertati e l’andamento positivo dell’ultimo quinquennio.
Vi sono però segnali che inducono a pensare che qualcosa stia cambiando, nota il sottosegretario Giro. Ad esempio nel campo della contraffazione dove a fronte di una riduzione delle opere sequestrate si registra un incremento vertiginoso delle persone coinvolte, molte delle quali operano come vere associazioni per delinquere con tecniche sofisticate. «Un problema emergente è l’espansione del mercato illecito dei beni culturali via web», sottolinea il comandante Nistri. Sono sempre più numerosi i siti specializzati nella vendita illecita di opere d’arte, libri, documenti d’archivio, reperti archeologici. Oltre 28 mila i pezzi sequestrati nel 2009 (il 99% in più del 2008), ma il fatto che deve far riflettere riguarda gli acquirenti coinvolti. Per il 78% sono liberi professionisti.