Anticipazione A «Vittorio» la terza stella

Anche se non è stato il primo italiano a guidare le cucine di un ristorante a tre stelle per via dell’alto-atesino Heinz Winkler al Tantris di Monaco di Baviera nell’82, non vi è dubbio che il primo chef tristellato italiano è Gualtiero Marchesi che negli anni Ottanta rivoluzionò la cucina del Buon Paese nel locale in Bonvesin de la Riva a Milano, chiuso nel 1993 per riaprire l’anno seguente in Franciacorta, dove conservò le tre stelle per tre uscite della Michelin. Lo scorso anno Marchesi chiese e ottenne di non essere più giudicato, perdendo così le restanti due. Il Vittorio di Brusaporto (Bergamo), dove abbiamo in gran spolvero la famiglia Cerea, si inserisce, con l’imminente promozione, nella scia delle grandi famiglie della ristorazione tricolore, i Santini del Pescatore a Canneto (Mantova), gli Alajmo delle Calandre a Rubano (Padova) e i Valazza a Soriso (Novara) così come a suo tempo gli Iaccarino in Campania e i Santin vicino ad Abbiategrasso (Milano).