Anticrisi Il decreto adesso «vale» 5 miliardi

Vale 5 miliardi, e non 6,3 miliardi come finora si era saputo, il decreto anticrisi all’esame dell’aula della Camera. Gli oneri indicati nel testo originale contenevano infatti 1,3 miliardi di fondi destinati alle Ferrovie che invece sono autofinanziati con i fondi europei (Fas). «Si tratta di una svista tecnica - spiega il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Carmelo Conte - : la copertura del provvedimento è sempre stata di 5 miliardi». Nel frattempo, la maggioranza tenta di evitare il ricorso al voto di fiducia che appariva necessaria per via dei tempi molto stretti: il decreto deve essere approvato entro il 28 gennaio, e deve ancora passare l’esame del Senato. Il Pdl ha deciso di ritirare la gran parte dei 200 emendamenti presentati, che alla fine si ridurranno a poche decine. Anche il centrosinistra sta limitando le proposte emendative del decreto. Resta qualche polemica sull’esclusione dal patto di stabilità interno degli oneri per il finanziamento di opere pubbliche a Roma, anche se il sindaco Alemanno spiega che si tratta di una misura che serve a completare le norme per Roma capitale.