Antidoti al pensiero che ci annienta

«Contravveleni e Antidoti al Pensiero Debole» di Piero Vassallo (Edizioni Sofanelli) vuol segnalare le molte vie di uscita dal pensiero nichilista che ha esondato nella nostra cultura avvelenandola. Intende mostrarci la reale geografia della produzione filosofica del Novecento italiano, cioè quella non nichilista e quanto sia importante pur se poco conosciuta. In controtendenza con noi ci segnala nella Russia di Putin una straordinaria fioritura del pensiero cristiano. Un libro dunque d'interesse per chi ama la verità storica.
Ad introdurre la conclusione, le «Idee per un movimento d'ispirazione cristiana», sono riportate forti parole di Stefano Zecchi che fu bimbo profugo da Pola dove vide la crudeltà del comunismo contro l'italianità. Zecchi che perse un caro amico d'infanzia nella strage di Vergarolla e come lui, Umberto, ha chiamato il figlio. Eccole: «Di Sinistra è sempre chi decide per il nuovo, chi alza le insegne del progresso anche se nuovo e progresso annientano la vita, distruggono la dignità delle persone. A destra si ritrovano gli anticonformisti che non sentono la necessità di avere lo scudo protettivo del moralismo di sinistra».
Vassallo le riporta perché in sintonia con il suo pensiero e contro il folle grido imperversante del «vietato vietare». Con cristallina diagnosi politica non trova giustificazione al compromesso storico che vorrebbe continuare l'alleanza con la «gioiosa macchina da guerra del progressismo».
Il versante progressista annovera vari protagonisti: procure e toghe giacobine, case editrici ingombrate da pattume letterario, folla di storici consacrati alla falsificazione sistematica della memoria italiana, un salotto buono con le fumisterie adelphiane, un apparato del vetero Pci, perdurante e impegnato nell'effimero di film, romanzi, canzonette, avanspettacolo. Inclusa è «la desolante scuola di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi». Il pensiero di Gramsci è morto anche perché sostituito dal Voltaire di un Veltroni/Crozza, di ciancia buonista. L'egemonia progressista è discesa nei bassifondi dell'avanspettacolo perciò il pensiero debole ha dilapidato l'eredità di Gramsci.
Non solo, sul versante progressista si registra - contro l'educazione della nostra Chiesa - il sovvertimento della legge naturale: eutanasia, manipolazioni genetiche, gravidanze eterologhe, accelerazioni abortiste, famiglia pederastica, libera droga. Per i rapporti con la Chiesa Vassallo ci ricorda che non c'è fede senza ragione, che la persona è il fine della società civile e non deve diventare schiava dell'economia da vedersi anch'essa nell'ottica dei valori non negoziabili. Come afferma Giulio Alfano in La ragione e la libertà se l'autorità impone leggi ingiuste, si ricordi la parola data da San Pietro agli Apostoli (Atti, 5, 29): «Si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini».
A nostra riflessione una citazione da La ragione alla radice della politica di Giovanni Turco, pensatore antimoderno: «Iustitia facit legem», anzi «veritas facit legem». Al contrario di ciò che vediamo nell'esercizio di tanta magistratura nostrana Giustizia e Verità sono concetti che si corrispondono, per cui la Giustizia presuppone la Verità del «suum» e del «debitum».
Quanto al vetero comunismo, tuttora imperversante salvo il cambio del nome, valgono ancora le parole di Siri sui falsi rivoluzionari di sinistra, sui vandali urlanti: «Vengono magnificati perché si sono rivoltati, perché hanno messo a posto la legittima autorità, perché hanno avuto il coraggio di distruggere quello che altri hanno edificato».
Il libro presenta sei capitoli dedicati a singoli filosofi, tra cui Antonio Livi («La via del ritorno al reale»), Cornelio Fabro («La disintossicante lettura delle filosofie moderne»), Sciacca («Interprete e continuatore di Vico»), Kant e Hobbes. Trova spazio anche «La reazione cattolica alla contraffatta teologia di Karl Rahner». Addentrarsi nel testo comporta una solida cultura filosofica ma filosofia è riflessione sulla quotidianità, sull'uomo e i suoi problemi: è quindi il caso di sforzarsi di capire e imparare.
Un però: perché le clientele e consorterie di sinistra continuano a sopraffarci e a scapito del merito? Bisogna trovare il modo di difendersi ed opporsi.