Antifurti, è boom prima delle ferie

Quelli che partono per le vacanze preferiscono andarci sicuri, chiudendo i gioielli di casa in cassaforte e barricando l’appartamento dietro inferriate e impianti di allarme.
Ma la «richiesta di sicurezza», che si impenna soprattutto nei mesi estivi, è un trend in crescita durante tutto l’anno e ha portato Milano a diventare la provincia d’Italia con il più alto numero di imprese che producono porte blindate, antifurto e forzieri.
Lo rivela un’indagine della Camera di commercio che, dal secondo trimestre del 2006 a poche settimane fa, e quindi nel giro di un anno, ha registrato la nascita di cinquanta nuove attività dedicate esclusivamente alla «produzione» di sicurezza.
«Siamo passati da 708 a 757 aziende, tutte dedicate allo stesso specifico settore - spiega Itala Naso, referente per l’ente pubblico milanese - con una crescita del 6,9 per cento. Una percentuale alta, che significa una cosa sola: i cittadini milanesi non badano a spese e investono i loro soldi per proteggersi. Gli imprenditori, allo stesso modo, arruolano vigilantes per sorvegliare le loro aziende. Insomma spinto da una forte richiesta, il settore cresce sempre di più».
E i numeri parlano chiaro: le imprese per la costruzione di casseforti, forzieri e porte metalliche nella provincia milanese sono 46 (il 53,5 per cento del totale regionale, il 12 per cento di quello italiano). Le imprese per l’investigazione e la vigilanza toccano quota 252 (che corrisponde al 52 per cento sulla Lombardia e all’8,7 per cento nazionale).
Le ditte che costruiscono impianti antifurto, sempre a Milano e provincia, sono lievitate da 440 nel 2006 a 459 nel 2007, pari al 9,1 per cento di quelle nella penisola e al 43,6 per cento di quelle nella regione.
«Difficile stabilire l’identikit degli imprenditori che decidono di aprire un’attività in questo settore - continua la responsabile - ma una cosa è certa. Chi avvia ditte di body guard, cioè di vigilanza privata che opera soprattutto fuori dalle aziende, sono soprattutto giovani, tra i 20 e i 39 anni. Il 3 per cento è straniero, il 13,2 è donna».
Come a dire che, nella sicurezza, ci si butta senza paura, perché l’economia «tira» e i clienti rispondono bene, anzi, chiedono sempre di più.
Così, a parte Milano che si attesta tra le prime province della penisola, è tutta la Lombardia a risentirne positivamente: nell’ultimo anno, infatti, nella regione il settore è cresciuto del 4,1 per cento, per un totale di 86 aziende che fanno casseforti, 485 di vigilanza e 1.053 che producono allarmi.
In Italia, invece, lo sviluppo si aggira sull’1,6 per cento in più rispetto al 2006. Ci sono 383 industrie di porte metalliche, 2.894 di investigazione e 5.039 di sistemi d’allarme.