Antiprostituzione: adesso si fa sul serio

Multe salate per clienti e chi adesca al fine di prostituirsi. In vigore da ieri, l’ordinanza anti-prostituzione del Comune ha già fatto le prime vittime: la prima multa è andata ad una romena di 22 anni, fermata mentre si vendeva in via Palmiro Togliatti. Il primo cliente che si è trovato di fronte ad un verbale dei vigili urbani è stato invece un meccanico italiano di 23 anni, sorpreso mentre contrattava una prestazione con un transessuale brasiliano in via Longoni, sulla Prenestina. Complessivamente sono state sanzionate diciotto persone, tra lucciole e trans, e due clienti.
La sanzione prevista, al momento di 200 euro, salirà a 500 tra 15 giorni, attraverso una modifica del regolamento comunale. Il provvedimento è stato illustrato ieri dal sindaco Gianni Alemanno, che ha sottolineato il dovere delle istituzioni di contrastare «un messaggio assolutamente negativo»: «Vedere persone, uomini e donne, che vengono sfruttati e che vendono il proprio corpo nella logica del mercato, è un segnale negativo non soltanto per la pubblica decenza ma anche dal punto di vista culturale». L’ordinanza vuole anticipare il disegno di legge, siglato la settimana scorsa dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che mira ad introdurre il reato di prostituzione in luoghi pubblici. «Siamo in perfetta sintonia con il ddl - ha dichiarato Alemanno - l’ordinanza entra in vigore da oggi fino al 30 gennaio del 2009, perché prevediamo che entro quella data il disegno di legge sarà approvato. Altrimenti sarà prorogata». «Gli obiettivi di questo provvedimento - ha spiegato il primo cittadino - coniugano le esigenze di sicurezza e legalità con quelle della solidarietà sociale. All’attività di repressione viene abbinata, infatti, quella dell’accoglienza in strutture protette, attraverso un percorso di assistenza psicologica e sanitaria». Nel caso, infatti, in cui si riscontreranno condizioni di estremo disagio sociale, le ragazze non saranno multate, ma indirizzate, per un’opera di recupero e assistenza, ai servizi sociali. A tale scopo il Comune sta già potenziando la rete di accoglienza, dotandosi di nuove strutture e siglando protocolli di collaborazione con il mondo dell’associazionismo laico e cattolico, già da diversi anni impegnato in questo settore. «Attualmente - ha ricordato l’assessore capitolino ai Servizi Sociali, Sveva Belviso - sono 4 le case che ospitano le ragazze che si sono ribellate a una vita di torture, minacce e percosse, scegliendo di denunciare il racket che gestisce il fenomeno della prostituzione. Poi ci sono altre otto strutture che vengono usate all’occorrenza, in caso di esubero». L’assessore ha inoltre convocato un tavolo operativo con le associazioni cattoliche che si occupano della tratta, per modificare e arricchire il percorso che l’amministrazione comunale offrirà a queste ragazze.
Saranno potenziati i controlli di polizia, carabinieri e vigili urbani sulle strade più martoriate dalla piaga della prostituzione, come la Salaria, l’Aurelia, la Togliatti. Sarà difficile, fin dai prossimi giorni, vedere caroselli di macchine e prostitute seminude che trattano il prezzo con i clienti, anche perché l’ordinanza vieta «di assumere atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio». «Se la verbalizzazione della sanzione avverrà sul posto - ha precisato Alemanno - la multa non sarà mandata a casa, - ma chi scappa dall’intimazione non invochi il tema della privacy».
Quale futuro per le telecamere antiprostituzione installate dall’ex giunta Veltroni in via Salaria? «Si sono rivelate inefficaci - ha detto Alemanno - ma non saranno abbandonate del tutto, bensì installate nella sala operativa che il prefetto Mario Mori sta predisponendo».