Antiquariato, la grande arte in Fiera

Tra i pezzi in vendita una «Madonna» di Giovanni Bellini

Silvia Broggi

Per dieci giorni, da domani al 9 aprile, i padiglioni di Fieramilanocity, ingresso Porta Carlo Magno, ospiteranno la XX edizione di Milano Internazionale Antiquariato, l'Internazionale come viene chiamata dagli addetti ai lavori, uno dei principali e più attesi appuntamenti con il mercato dell'arte antica. Ottanta gli espositori - provenienti da tutta Europa e dagli Usa - specializzati in tutti i settori dell'antiquariato, dall'archeologia alle arti decorative del Novecento, dai gioielli ai vetri, dagli arredi ai dipinti…. E migliaia gli oggetti in mostra.
Il percorso, è quasi d'obbligo, inizia da uno dei pezzi più interessanti di questa rassegna proposto dall'antiquario parigino Giovanni Sarti: una tempera di Giovanni Bellini raffigurante una «Madonna col Bambino». Firmato, databile tra il 1468 e il 1470, è uno dei pochissimi dipinti del maestro veneziano ancora reperibili sul mercato.
Sempre in tema religioso, da segnalare un tondo di Cosimo Rosselli, «Gesù ritorna con i genitori dal tempio», della fine del Quattrocento (Galleria Moretti) e una tela del primo Seicento, «San Pietro in preghiera», dello Spagnoletto (Maison d'art), entrambi corredati di una ricchissima documentazione storica: fattore, come è noto, molto apprezzato dai collezionisti e dal pubblico sempre più numeroso dei professionisti che guardano all'arte come a un importante settore di investimento.
Non meno «certificati» i dipinti fiamminghi proposti galleria De Jonckheere, immancabile all'appuntamento milanese - dalle vivaci scene di genere di Brueghel il Giovane alle composizioni di fiori - e, tra le opere dell'Ottocento, un sofisticato ritratto di Boldini (Antica Bottega di Savoia). Di grande suggestione poi una piccola «Veduta del Canal Grande» di Francesco Guardi (Enrico Lumina) di intensa e vibrante luminosità e la serie dei disegni proposti da Enrico Frascione tra cui, di particolare interesse, uno «Studio di figura virile» del Tintoretto.
Dalla pittura alla scultura, molto ben rappresentata in questa edizione, a conferma del crescente interesse verso quest'arte, per segnalare due scenografici putti reggi vaso in legno dorato, scolpiti a Napoli all'inizio del Settecento (da Canelli), un busto in marmo di Carrara con un «Ritratto di cardinale», di artista fiorentino del XVI secolo, da Giovanni Pratesi, e una serie bronzetti del tardo Cinquecento di raffinata fattura, da Subert. Da Subert anche un rara coppia di candelieri a tredici luci in bronzo dorato al mercurio mentre è in rame dorato e smaltato un particolarissimo piatto veneziano del XIII secolo (Nella Longari). Tra gli oggetti inconsueti anche un'icona raffigurante Gesù nell'orto dei Getsemani, insolita anche nella forma a ogiva (Carlo Teardo), un ricchissimo calice napoletano in argento dorato, dono «regale» per le nozze tra Maria Pignatelli e il principe de Cardenas (Dario Ghio) e una serie di tre vetrofanie inglesi dei primi dell'Ottocento raffiguranti feste di palazzo con fuochi d'artificio (Francesco Piva).
Ma antiquariato significa anche e soprattutto mobili: all'Internazionale saranno presenti mobili italiani ed europei di tutte le epoche e di tutti gli stili. Di grande pregio, quasi una scultura nel più squisito gusto barocco, una coppia di tavoli da muro della metà del Seicento con il basamento scolpito in forma di putti e piano in marmo (Diego Gomiero), mentre al secolo successivo datano una coppia di ribalte lombarde della metà del Settecento lastronate in radica di noce e decorate con l'inconfondibile motivo di cornicette in legno ebanizzato dell'ebanista milanese Valentini e un tavolino da gioco di Giuseppe Maggiolini, entrambi da Roberto Camellini.
Per completare questa rapida carrellata sono ancora da segnalare gli stand che propongono oggetti d'arte orientale: dal bellissimo Budda in legno del XVI secolo (Giacomo Manoukkian Noseda) ai numerosi tappeti e tessuti di tutte le aree di produzione.