Antitrust: 7 milioni di multe per pubblicità ingannevole

Sanzioni salate del Garante negli ultimi due anni contro le truffe ai consumatori. Ai primi posti tra le campagne "bocciate" le telcomunicazioni, il turismo, le finanziarie e i prodotti dimagranti

Roma - L’Antitrust affina le armi contro le truffe ai consumatori, soprattutto quelle per pubblicità ingannevole. Solo nei primi 6 mesi di quest’anno, il Garante ha inflitto multe per 2,18 milioni portando a quota 7,729 milioni il totale delle sanzioni degli ultimi due anni (344 le violazioni riscontrate dal 2005 tra i 385 casi di pubblicità ingannevole esaminati). Nella lista nera delle "truffe" ai primi posti le telecomunicazioni, il turismo, le finanziarie e i prodotti dimagranti. Per combattere il fenomeno il Garante annuncia l’aumento - grazie ai nuovi poteri attribuiti dal governo - delle sanzioni, che potranno essere raddoppiate da 100mila a 200mila euro. E la nascita di una direzione ad hoc.

Le motivazioni "Ancora troppe pubblicità ingannevoli" per la telefonia fissa e mobile. Un "elevato livello di scorrettezza" nelle pubblicità del turismo. Anche un "pericolo per la salute" dagli spot di prodotti dimagranti che troppo spesso "omettono informazioni". L’Antitrust non usa mezzi termini nel descrivere "i settori più a rischio" nella "lista nera dei raggiri". E rafforza le sue armi: con i nuovi poteri conferiti da due decreti legislativi in materia di tutela dei consumatori ha attivato, il 3 agosto scorso, la nuova Direzione Pratiche Commerciali Sleali e messo a punto un’analisi dei primi due anni e mezzo della legge Giulietti sulla pubblicità ingannevole. I due provvedimenti recentemente approvati dal governo, che entreranno in vigore a dicembre 2007 per adeguare la normativa italiana alle direttive europee, dando più poteri (possibilità di agire d’ufficio anche con specifiche ispezioni e aumento delle sanzioni fino a 200mila euro dalle attuali 100mila), "metteranno in condizione gli uffici del Garante, approvati i regolamenti interni, di effettuare interventi più efficaci e rapidi".

Telecomunicazioni "Ancora troppe pubblicità ingannevoli", indica l’Antitrust: "Un fenomeno particolarmente grave vista l’estrema varietà ed evoluzione delle offerte che generano disorientamento nel consumatore". L’Autorità "continuerà a vigilare con particolare attenzione e ribadisce la necessità che gli operatori predispongano messaggi completi e chiari". Le "maggiori lacune informative" riguardano "costi mimetizzati (costi e condizioni dell’offerta pubblicizzata che il messaggio omette), il livello tecnologico necessario per usufruire di alcuni servizi", per esempio la copertura del segnale nel caso dei servizi Umts o per la la tv su cellulare, le offerte "cosiddette per sempre, ingannevoli perché in realtà è previsto un termine", e gli "obblighi nascosti". 124 casi esaminati in due anni, con multe per 2,78 milioni. Solo 11 "assoluzioni", dato "che indica l’alto livello di scorrettezza dei messaggi pubblicitari del settore". (17 su 19 i casi ingannevoli nei primi 6 mesi e multe da 696.500 euro).

Turismo Anche in questo caso "elevato livello di scorrettezza, in grado, di pregiudicare il comportamento economico e il benessere dei consumatori". 19 su 20 i casi "conclusi con una decisione di ingannevolezza nell’ultimo anno e mezzo". Nel mirino "messaggi su strutture alberghiere, villaggi turistici, centri benessere, tariffe aeree, crociere, pacchetti vacanze", e in particolare siti internet dove "la descrizione delle strutture appare omissiva o completamente falsa, in ogni caso induce in errore il consumatore, che non ha elementi per valutare l’offerta o addirittura ha informazioni false". Tra i casi più frequenti, le "strutture che si sono attribuite stelle in più", mentre "numerosi altri procedimenti riguardano la descrizione dei villaggi turistici sui cataloghi dei tour operator che spesso si discostano in maniera eclatante dalla realtà". Nel turismo le multe dal 2005 a giugno 2007 ammontano a 201.600 mila euro. 

Prodotti dimagranti e pseudo farmaci Sotto accusa la pubblicità di "prodotti in grado di produrre effetti dimagranti o tonificanti" senza diete né sport: molti "omettono informazioni". Per l’Antitrust "non fornire indicazioni sulla necessità di consultare preventivamente un medico e altre avvertenze, come attenersi alle dosi consigliate e non fare un uso prolungato del farmaco, può indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza, con conseguente pericolo per la salute". In un caso specifico l’Autorità ha valutato anche la "particolare debolezza psicologica in cui si trovano i i consumatori con problemi di peso e cellulite". Dunque "consumatori deboli da tutelare con sanzioni più alte". In due anni per 35 casi sono state comminate sanzioni per 1,14 milioni di euro.