Antitrust Carte prepagate troppo care Meglio il cellulare

Restano ancora elevati i costi di utilizzo delle carte prepagate offerte dalle banche ma i consumatori potrebbero risparmiare se le ricariche del telefonino fossero utilizzate anche per effettuare i micropagamenti: dalla spesa al supermercato al biglietto del treno. È il verdetto dell’Antitrust al termine di un’indagine conoscitiva sulle carte prepagate, anche alla luce del dibattito in corso a livello europeo per facilitare l’ingresso di operatori diversi da quelli bancari nel mercato della moneta elettronica. Un argomento già sollevato dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che da tempo sollecita una maggiore concorrenza nelle carte di pagamento. Il costo per il consumatore di una carta prepagata (funzionano come le normali carte di credito ma si ricaricano con l’importo desiderato al momento della richiesta) varia a seconda che il possessore abbia o no un conto corrente: nel primo caso, rileva l’Antitrust, il costo medio annuo è 18 euro,nel secondo, che interessa tipicamente giovanissimi consumatori (per i pagamenti online) o gli stranieri, il costo sale a una media di 67 euro (fino a un massimo di 117 euro), con commissioni di ricarica che possono arrivare a 5 euro. Da qui la necessità di aprire il mercato. E una pressione competitiva potrebbe giungere se, con le necessarie modifiche normative, le carte prepagate telefoniche (oltre 80 milioni quelle attive in Italia nel 2007 per un valore di 8 miliardi di euro) potessero essere impiegate per effettuare micropagamenti, sfruttando la gratuità della ricarica e la rimborsabilità del credito.