Antitrust: incompatibilità quasi risolte

Il Garante ha evidenziato 39 casi di conflitto d’interessi nel Berlusconi bis, ma tutti sono ormai in via di soluzione

Anna Maria Greco

da Roma

Il Berlusconi bis ha sofferto di 39 casi di incompatibilità, mentre il primo governo del Cavaliere ne contava solo 10. La relazione semestrale trasmessa al Parlamento dall’Antitrust, guidata da Antonio Catricalà, sottolinea il «notevole incremento», ma aggiunge che quasi tutti i casi (37) sono risolti «o stanno per risolversi».
In via di definizione è il procedimento aperto il 22 dicembre 2005, nei confronti del premier, per i finanziamenti del governo all’acquisto dei decoder per il digitale terrestre che avrebbero avvantaggiato una società controllata indirettamente da Paolo Berlusconi, fratello di Silvio. «Si concluderà entro il 15 febbbraio», assicura il Garante della Comunicazione e del Mercato.
L’attività di controllo e vigilanza in materia di conflitto di interessi nel periodo luglio-dicembre 2005 ha comportato numerosi interventi dell’Autorità per interrompere incarichi giudicati non compatibili. Gli interessati sono 20 tra i 100 titolari di cariche di governo (premier, 24 ministri, 9 viceministri, 63 sottosegretari e 3 commissari straordinari), perché una persona può avere più incarichi. Solo 2 volte ci sono state le dimissioni spontanee degli interessati.
L’Antitrust ha anche avviato una pre-istruttoria per verificare se esiste un conflitto di interessi del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, riguardo alla società che fa parte del suo patrimonio di famiglia e che, si legge nella relazione, «opera in settori strettamente correlati con le attribuzioni del dicastero».
È già stato deciso, invece, che l’accordo stipulato il 9 giugno tra il ministero dell’Istruzione e le Poste, per la consegna dei libri di testo alle famiglie direttamente a casa o presso le scuole, «non determina un conflitto di interessi». Non hanno avuto dunque seguito le denunce sul fatto che i volumi fossero forniti dagli editori attraverso la società Mondolibri Bol, posseduta per il 50 per cento dalla Mondadori di proprietà di Berlusconi. «L’accordo - precisa l’Antitrust - è stato stipulato senza l’intervento del premier e solo dal ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, che non risulta avere alcun legame con la società “Mondolibri Bol”».
Come 6 mesi fa il Garante segnala delle «anomalie» della legge Frattini, e auspica «un nuovo intervento legislativo». Parla di «punti di criticità» e di «numerose problematiche applicative», sostenendo che la normativa rivela «una concezione restrittiva del conflitto di interessi, focalizzata essenzialmente nelle sue manifestazioni formali». Per l’Autorità la legge Frattini, inoltre, contiene eccezioni alla regola di incompatibilità «eccessivamente ampie». L’Autorità ha anche smentito che sia stata aperta un’istruttoria sul contratto tra la Juventus e Mediaset, per la cessione dei diritti tv 2007-2009 e un’opzione per il terzo anno.