Antitrust: indagine sulla finanza Le Popolari finiscono nel mirino

«Il grado di contendibilità è minore rispetto a imprese di altri settori per gli assetti azionari»

da Milano

L’Antitrust ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sulla «corporate governance» (il sistema di governo societario) di banche e assicurazioni. Secondo l’Autorità garante di concorrenza e mercato (Agcm), spiega una nota, «il grado di contendibilità di banche e assicurazioni è minore rispetto a quello di imprese di altri settori, a causa degli assetti azionari, dell’esistenza di strutture piramidali e della presenza di una fitta rete di partecipazioni incrociate e circolari e di consolidati legami personali».
Dalla riforma del risparmio di due anni fa, che ha consegnato all’Antitrust la competenza sulle banche (che fino a quel momento spettava a Bankitalia) è questa la prima iniziativa di questo tipo. Particolarmente d’attualità se si pensa alla recente fusione saltata tra due banche popolari (Bpm e Bper), dotate di una governance molto particolare.
L’indagine, decisa nella riunione della Agcm del 28 giugno, era stata preannunciata dal presidente Antonio Catricalà nel corso della relazione presentata in Parlamento la scorsa settimana. Ora è stata avviata e dovrà analizzare il rapporto tra concorrenza e corporate governance attraverso la ricostruzione di un quadro aggiornato degli assetti del governo societario delle imprese bancarie e assicurative. L’attenzione sarà concentrata sugli elementi, anche di origine regolamentare, che possono influenzare il grado di contendibilità delle imprese, sulla natura e composizione degli organi sociali, compresi i comitati a composizione ristretta con funzioni di gestione o consultive, e su alcuni aspetti della finanza d’impresa. Si tratta di elementi che possono avere un impatto significativo sull’efficienza e sulle condizioni di concorrenza nei mercati finanziari, incidendo negativamente sull’incentivo alla ricerca dell’efficienza produttiva e al trasferimento dei conseguenti benefici ai consumatori.
A giudizio dell’Authority, la ridotta contendibilità acquista natura strutturale nel caso del credito cooperativo (banche popolari e banche di credito cooperativo) e delle cooperative o mutue assicuratrici, vista la specifica normativa che ne disciplina la governance. Queste problematiche concorrenziali, si legge ancora nel comunicato, possono avere effetti di rilievo sotto il profilo antitrust anche nel settore della finanza d’impresa oltre che sull’intero sistema economico, considerata la natura «bancocentrica» dell’economia italiana: i legami tra soggetto finanziatore e impresa beneficiaria possono infatti configurare una situazione di controllo di fatto del finanziatore nei confronti dell’impresa beneficiaria o facilitare il raggiungimento di equilibri non concorrenziali nei mercati in cui operano le imprese finanziate. Il rischio può essere accentuato dal fatto che i soggetti finanziatori sono in numero ridotto, spesso operano in pool e risultano uniti da numerosi legami finanziari e personali.
Secondo l’autorità guidata da Catricalà, il quadro che emerge può facilitare il coordinamento delle condotte tra imprese o ridurre gli incentivi a competere, rendendo più probabile il raggiungimento di equilibri di mercato non concorrenziali.\