Antitrust, maxi multa da 845mila euro a Trenitalia

L’Antitrust ha sanzionato Trenitalia
per pratiche commerciali scorrette con multe complessive pari a
845 mila euro. L'authority: "Rilevanti, ai fini anche di una significativa
riduzione delle sanzioni, le condotte spontaneamente assunte da
Trenitalia a vantaggio dei consumatori"

Roma - L’Antitrust ha sanzionato Trenitalia per pratiche commerciali scorrette con multe complessive pari a 845 mila euro. Lo rende noto un comunicato dell’Authority sottolineando che "nell’ambito del provvedimento l’Autorità ha ritenuto rilevante, ai fini anche di una significativa riduzione delle sanzioni, le condotte spontaneamente assunte da Trenitalia a vantaggio dei consumatori".

La maxi multa In particolare, spiega la nota, "Trenitalia si è impegnata a modificare le modalità di corresponsione del bonus" per i ritardi "attraverso procedure semplificate con l’utilizzo dello stesso biglietto, a offrire i servizi del call center contestati a costo della tariffa ordinaria e a fornire maggiori informazioni sulla scadenza del programma di fidelizzazione Cartaviaggio". L’Autorità ha inoltre giudicato "non scorretta le modalità con cui la società ha informato la clientela sulle sanzioni e penalità per le diverse irregolarità a bordo del treno: a fronte dell’incremento dell’ammontare delle sanzioni, avvenuto nel settembre 2007, da 25 a 200 euro, l’attività di informazione svolta dal professionista è risultata infatti sufficiente e adeguata per portare a conoscenza dei consumatori il nuovo regime".

Cinque i capi d’accusa contro Trenitalia Innanzitutto, è finita nel mirino dell’Authority la limitazione delle modalità di riconoscimento e corresponsione del bonus in caso di ritardo dei treni che è costata una sanzione di 200 mila euro. Secondo l’Autorità, "l’elenco delle cause che escludono la responsabilità del ritardo da parte di Trenitalia (eventi accidentali, cause meteo o naturali, ordini dell’autorità pubblica) risulta molto ampio e non sufficientemente definito, tale da permettere alla stessa Trenitalia di esercitare una grande discrezionalità nel riconoscimento del diritto al bonus". Ma anche la procedura che il consumatore deve seguire per ottenere il bonus presenta "profili di onerosità non del tutto giustificati: occorre infatti reperire un apposito modulo in stazione o sul sito internet e inoltrare la richiesta entro il termine di 30 giorni, la fruibilità è limitata ad un periodo di sei mesi e soltanto per l’acquisto di un altro titolo di viaggio". Una multa da 280 mila euro è valsa la limitazione dei posti per le tariffe Amica e Familia. Secondo l’authority, "Trenitalia non ha fornito informazioni esaustive, o le ha rese non facilmente accessibili, sulla effettiva disponibilità delle tariffe Amica e Familia, che sono presentate all’utenza come opzioni tariffarie normali e ampiamente disponibili, mentre invece sono offerti posti limitati sulla base di criteri di natura commerciale e promozionale a seconda delle tratte e del quoziente di riempimento dei treni". Sanzione da 280 mila euro poi per la "denominazione scorretta delle tipologie di treni". Nella nota, l’Antitrust spiega che "appare scorretta, in quanto idonea a ingenerare confusione nel cliente, la denominazione utilizzata per indicare la categoria di treni Eurostar City. In particolare, le caratteristiche di tali treni, sia con riferimento alle prestazioni dei servizi di trasporto, sia ai tempi di percorrenza e alle fermate, sono similari e analoghi alla categoria Intercity, e non alla categoria superiore di treni Eurostar".

Le omissioni informative Quarta contestazione: omissioni informative sul programma di fidelizzazione Cartaviaggio. In questo caso la multa è di 80 mila euro. "Il programma - spiega il comunicato - prevede, mediante acquisto di titoli di viaggio e presentazione del codice personale, l’accredito di 50 punti per ogni euro speso. In virtù dei punti accumulati, i clienti possono richiedere dei premi. Con riferimento ad una brochure promozionale riportante le caratteristiche del programma di fidelizzazione, appare scorretta l’omissione di informazioni rilevanti, quali la data di scadenza dei punti". Infine, 5 mila euro di multa sono arrivati per l’offerta di alcuni servizi solamente attraverso il call center. "Il cliente - rileva l’Antitrust - per accedere ad alcune tipologie di servizi, deve necessariamente ricorrere al call center con telefonata a pagamento, senza la possibilità di ricorrere ad altri canali di accesso privi di oneri aggiuntivi, quali stazioni e agenzie di viaggio. Con riferimento al servizio di cambio della prenotazione del biglietto acquistato in modalità ticketless dopo la partenza del treno, Trenitalia, in corso di procedimento ha, peraltro, modificato tale procedura consentendo che il cambio possa essere effettuato anche nella stazione di partenza. In questo contesto l’Autorità ha deciso di comminare la sanzione minima prevista dalla legge".