Anton Zawistowski e Stanislaw Starowieyski

Anton Zawistowski, nato nel 1882, era un sacerdote polacco che insegnava teologia a Lublino. Venne arrestato dalla Gestapo nel novembre 1939 e portato nel lager di Dachau. Qui morì nel 1942 in seguito ai maltrattamenti subiti. Stanislaw Starowieyski era un semplice laico di quarantacinque anni. Era uno stretto collaboratore di s. Massimiliano Kolbe e svolgeva la sua attività anch’egli a Lublino. Fu arrestato nel 1940 e portato a Dachau pure lui. Ci resse un anno, poi morì per gli stessi motivi che, a un anno esatto di distanza, nello stesso luogo costarono la vita a don Zawistowski. Quest’ultimo, sacerdote dal 1906, era uno stimato professore che, prima di morire a Dachau, conobbe le delizie di un altro lager, quello di Sachsenhausen. Questo era un campo di lavoro, ovviamente forzato, e ci si stava finché le forze reggevano. Quando il soggetto veniva considerato non più atto al lavoro lo si trasferiva a Dachau, lager che aveva compiti diciamo così definitivi. Lo Starowieyski era un semplice padre di famiglia che però aveva il malaugurato vezzo di fare l’apostolo cristiano, dandosi da fare per quella che i cattolici chiamano la buona stampa al fianco del Kolbe. Questo fu instradato direttamente a Dachau, dove lo finirono la notte di Pasqua. Quando la vita umana viene classificata in “utile” e “inutile”, la si giri come si vuole ma è qui che si finisce. Prima o poi. Anche a colpi di maggioranze. Chissà perché, mi viene in mente il famoso astrofisico Stephen Hawkins. Come mai nessuno ha pensato di intervistarlo, chiedendogli cosa pensa dell’eugenetica?