Antonella «condannata» a tenersi il feto malato

Antonella, ora ha 41 anni, è in lista per adottare un bimbo. Ma ancora vive un dramma che non si cancella. È stata la prima donna a far ricorso contro il divieto della diagnosi pre-impianto, ed è stata «condannata» da un giudice ad accogliere nel proprio utero un embrione malato. Una scelta finita comunque male perché quell’embrione non ha attecchito. «Mi hanno fatto una violenza legalizzata. Un giudice non ti può obbligare quando di tratta della salute tua e di tuo figlio. In Italia si abortisce con naturalezza se il feto non è normale, mentre io che sono malata di anemia mediterranea ho dovuto subire una costrizione simile». Antonella, aveva chiesto di poter fare la selezione embrionale dopo due aborti naturali. «Non avrei potuto sopportare un altro fallimento. Invece quel giudice mi ha detto che l’embrione dovevo farmelo impiantare che fosse sano o malato, perché lo diceva la legge».