Antonella Steni fa rivivere il mito di Edith Piaf

Sul palcoscenico Antonella Steni è salita la prima volta a sette anni con la Compagnia Wanda Osiris, mentre ora si prepara a far spettacolo per l’ultima stagione vestendo i panni di Edith Piaf in l’Hymne à l’amour di Giuseppe Manfridi, in programma oggi al teatro Parioli con accanto Paolo Malco e la regia di Carlo Lizzani. Ha ottanta anni, ma questo non è un ostacolo, visto che recita e canta ancora ed è contenta e commossa di farlo sul palcoscenico del teatro oggi gestito da Maurizio Costanzo dove si sente nata teatralmente come artista nel 1963, 45 anni fa, con Scanzonatissima, con Elio Pandolfi, Alighiero Noschese e Pippo Baudo, replicato sino al ’67. Questa volta veste i panni della celebre cantante francese e Molco impersona l’artista e intellettuale Jean Cocteau. «Raccontiamo l’avventura artistica ed esistenziale, ricca di eventi difficili e meravigliosi, di una donna che ha patito tutto sulla propria pelle, a testa alta. Per Manfridi e Lizzani «lo spettacolo vuole rendere il quotidiano di Edith, fatto di battute, di un umorismo a volte corrosivo, e la cui esistenza si divideva tra la folla, il suo pubblico, i suoi amanti, e di renderlo, come la vita, cosparso di pathos ma anche scoppi di riso e di follia».
«La Piaf era un mio sogno nel cassetto - racconta l’attrice - sin da quando morì nel ’63 e lo riuscii a realizzare solo qualche anno fa, quando alla fine mi sono sentita all’altezza di renderle un omaggio. Considero questo impegno il coronamento della mia vita artistica, ma questo non vuole assolutamente dire che dopo mi metterò a riposo: non ci penso nemmeno, anzi, visto come va questo, spero vengano altri appuntamenti. Del resto, amo il pubblico e sento che lui mi ama». Una dichiarazione coerente con quella che fece proprio quando il lavoro debuttò la prima volta nel 1963: «Voglio morire in scena. Con questo desidero esorcizzare sia la morte, sia affermare che per me il lavoro è tutto».
Dopo aver studiato ragioneria, la Steni, nata a Viterbo il 3 dicembre 1926, partecipò a 19 anni a un concorso radiofonico che vinse come «cantante protagonista» e da allora la sua carriera è stata una lunga serie di successi.