Antonino di Milano

Ci tocca concludere il mese di ottobre con un santo di cui, ahimè, si conosce poco o nulla. Questo Antonino (uno dei tantissimi venerati dalla Chiesa con tale nome, oltre, naturalmente, al profluvio di «Antonio») non sappiamo chi fosse prima di venire consacrato, nel 660, vescovo di Milano. Non sappiamo neanche cosa abbia fatto di speciale durante il suo episcopato, anche perché questo fu brevissimo: un solo anno, dato che Antonino morì nel 661 (ma certi storici propongono altre date: il 648 e il 668 o un anno intermedio tra questi due per la morte). Il suo corpo, creduto perduto per quasi mille anni, venne ritrovato nel 1517 nella chiesa milanese di San Simpliciano. Nel 1582 la reliquia fu traslata e posta in un altro altare della stessa chiesa, dove ancora oggi si trova. Basta, finito, non c'è altro. Adesso, mentre i ragazzini si apprestano a festeggiare Halloween e i cattolici seri a celebrare la festa di Tutti i Santi, approfittiamo dello spazio rimasto a nostra disposizione per segnalare qualche libro degno di lettura. Innanzitutto saluto con soddisfazione la ristampa di un'opera veramente fondamentale: La rivoluzione nell'arte moderna, di Hans Sedlmayr, cattolico e sociologo dell'arte scomparso da pochi anni (Cantagalli): da far leggere soprattutto ai preti entusiasti delle chiese cosiddette moderne, arredi e dipinti compresi. Poi segnalo l'uscita di Emporio cattolico, di Vittorio Messori (Sugarco), che non ha bisogno di commenti data la notorietà dell'autore. Infine, di Roberto Beretta, Chiesa padrona (Piemme), che non è affatto opera anticlericale, anzi.