Antonio Cassano all’Ariston, un «valletto» da 150mila euro

Roma. Bene o male, l’importante è che se ne parli. La linea editoriale del Festival di Sanremo è sempre stata questa. L’eccesso, la provocazione, il gossip sono sempre stati il sale della manifestazione canora. Quest’anno, però, ancor di più perché a meno di due settimane dal via le polemiche sono già roventi.
E non solo per l’improvvisa esclusione di Marco «Morgan» Castoldi a causa dell’ammissione della propria tossicodipendenza. A buttare altra carne al fuoco c’è anche uno degli attesi ospiti della prima serata: il talentuoso calciatore Antonio Cassano.
Non si tratta, tuttavia, delle tradizionali intemperanze che sulla stampa sono diventate tanto famose da meritarsi il neologismo «cassanate». Stavolta la «cassanata» rischia di farla la Rai. Certo, è fondamentale poter contare sulla presenza di un vip considerata la tradizionale aurea mediocritas dei cantanti in gara. Ma Cassano rischia di costare tanto a «mamma Rai». Le trattative per avere sul palco il genio barese del pallone sono ancora in corso. Ma, secondo voci di corridoio, il cachet di «Fantantonio» potrebbe raggiungere la cifra di 150mila euro. Un po’ tanti per un’ospitata di una decina di minuti, hanno subito mormorato le malelingue di Viale Mazzini.
In realtà, le cose stanno diversamente. Se Cassano ci sarà, parteciperà a tutta quanta la trasmissione. Dunque, non è difficile immaginarlo come un «valletto» di lusso al fianco della conduttrice Antonella Clerici. E gli organizzatori del Festival stanno cercando di tirare un po’ sul prezzo cercando di concludere per una cifra inferiore a quei 150mila euro che rappresentano il tetto massimo. Non si tratterebbe comunque di un record: John Travolta nel 2006 per uno squallido siparietto si fece staccare un assegno di 400mila euro, mentre Mike Tyson l’anno precedente ottenne 350mila euro per una breve intervista. Cassano, invece, imperverserebbe per buona parte della trasmissione.
La domanda è un’altra e prescinde dalle qualità tecniche (purtroppo misconosciute) del calciatore. Si può pagare un ingaggio comunque elevato a uno sportivo che già di per sé ogni anno viene pagato circa 3 milioni dal proprio club, la Sampdoria? «Non posso dimenticare di aver iniziato la mia carriera come giornalista sportiva e ci tengo a presentare un Cassano diverso da quello che conosciamo», aveva dichiarato Antonella Clerici in conferenza stampa definendo Cassano «una persona che ho sempre corteggiato e che mi ha sempre incuriosito; un ragazzo non facile, ma con un grande cuore».
Trascurato dal ct della Nazionale Marcello Lippi, in rotta con il suo allenatore Gigi Del Neri al punto da vagliare un trasferimento a Firenze, Antonio Cassano è un talento da difendere e valorizzare. Non al Teatro Ariston, ma quanto meno a San Siro. Anche se a ben guardare l’ultima volta che il numero 99 della Samp ha perso il posto in squadra ha risposto ai cronisti canticchiando Pensieri e parole di Lucio Battisti. Forse un segnale? Per uno come lui, che dal calcio ha avuto tanto ma meno di quello che avrebbe potuto conquistare, lo star system televisivo potrebbe essere un nuovo approdo. Il problema è che, se a pagare è la Rai, quei 150mila euro per una serata sarebbero tanti. Troppi.