Antonio e Teodosio Pecierskij

Attenzione perché “Pecierskij” non è il cognome dei due santi, ma indica la loro appartenenza alla Pecierskaja Lavra, cioè il monastero detto delle Grotte a Kiev. Il primo si chiamava Antipa ed era di Cernigov. Sentendosi chiamato alla vita eremitica ma consapevole di aver bisogno di preparazione, andò sul Monte Athos, patria del monachesimo bizantino. Qui prese il nome di Antonio e, dopo qualche anno, su ordine dell’abate tornò indietro. Provò a vivere in diversi monasteri ma nessuno gli garantiva la solitudine di cui aveva bisogno. Così, si portò in una grotta vicino a fiume Dniepr, a Kiev. Arrivarono i discepoli e scavarono nuove grotte, fino a creare un vero e proprio monastero. L’abate Antonio li lasciò solo per andare a fondare un altro monastero a Cernigov, poi fece ritorno e morì verso il 1073, alla presumibile età di novant’anni. Teodosio era uno di quei suoi primi discepoli. Nato in una famiglia agiata di Vasil’evo, nei pressi di Kiev, fin da giovane aveva manifestato intenti monastici, ma i suoi non erano d’accordo. Dopo un pellegrinaggio in Terrasanta, per essere vicino ai poveri si impiegò come panettiere. Verso il 1032 raggiunse il monastero delle Grotte e ne divenne abate dopo il successore di Antonio. Diversamente dal fondatore, che aveva privilegiato l’ascetismo, Teodosio preferì la carità concreta e fece approntare un ospedale e un ospizio per pellegrini. Sotto la sua guida i monaci si occuparono anche dell’assistenza ai carcerati di Kiev. Morì nel 1074. Il monastero delle Grotte fu adibito a museo dai comunisti. Oggi è però riaperto.