Antonio Prat Hostench & C.

Si tratta di un gruppo di diciassette martiri della guerra civile spagnola, uccisi dai miliziani nel 1936 e ricompresi sotto il nome di padre Ángel María Prat Hostench (al secolo, Antonio), carmelitano quarantenne di Bañolas, ordinato sacerdote nel 1918. Fu per molto tempo priore di diversi conventi della Catalogna. Fu bloccato alla stazione di Tarrega, mentre cercava di fuggire insieme ai confratelli della sua comunità. Li caricarono su un camion e li portarono a Cervera, dove li fucilarono tutti. Con l'Hostench c'erano i padri Eliseo Maneus Besalbuch, Anastasio Dorca Corominas, Eduardo Serrano Buf, i giovani novizi Pedro Ferrer Marín, Andreas Solé Rovira, Miguel Soler Sala, Juan Puigmitija Rubió, Pedro Tomás Prat Colldecarrera, i frati laici Eliseo Fontdecava Quiroga, José Escoto Ruiz, Elías Garre Egea. A questi occorre aggiungere la suora María del Patrocínio de San José Badia Flaquer, nata a Bigas. Aveva preso i voti carmelitani da soli cinque anni ed era riuscita a fuggire dal suo convento di Vich, incendiato dai miliziani. Ma fu acciuffata per strada, di notte. Cercarono di usarle violenza ma, non riuscendoci per la resistenza della giovane, le spararono. Il doloroso elenco non è finito perché bisogna ricordare i frati laici Ludovíco Ayet Canos e Ángel Presta Batllé, assassinati a Barcellona. Poi il padre Hernán Llovera Pulgsech, ucciso a Motjuich, e il suddiacono (da soli tre mesi) Eufrosíno Raga Nadal. I martiri di questo gruppo appartenevano tutti alla diocesi di Barcellona, con quelle di Valencia e Madrid, una delle più insanguinate dalla mattanza.