Antonio Ricci a caccia di Veline "Che spasso se ne trovo una rom"

Parte la trasmissione alla ricerca delle due nuove ragazze che balleranno sulla scrivania di "Striscia la notizia". Presenta Ezio Greggio. Le ragazze che funzionano di più? "Quelle disinteressate..."

Riccione - Nell'immaginario comune sembrano ragazze disposte a tutto pur di ottenere un posto al sole artificiale dei riflettori televisivi. «Ma questa è una favola inventata dai film, le veline sono ragazze della porta accanto», spiega l'aedo della velineide per eccellenza, Antonio Ricci. L'occasione è la presentazione, in riva al mare di Riccione, della sua creatura Veline, da martedì alle 20.30 su Canale 5. Su un palcoscenico itinerante su e giù per l'Italia, le aspiranti showgirl del tg satirico Striscia la notizia si sfideranno armate di minigonne e tacchi a spillo, esibendosi in danze, luminosi sorrisi e magari capriole o palleggi, in clima con gli europei di calcio, se ne sono capaci. Cinque minuti di vetrina che qualche volta portano fortuna anche alle partecipanti che non riescono ad aggiudicarsi il podio a due posti, com'è successo a Ilaria Spada o Bianca Guaccero che hanno poi avviato una carriera da attrici. «Ma la maggior parte sogna di diventare giornalista, visto che ormai anche il mezzo busto deve dimostrare un certo appeal», continua Ricci. «A mia figlia lo sconsiglierei. Sarebbe costretta a mentire per tutta la vita (chissà perché allora convoca le conferenze stampa...) e a subire mobbing per avere rifiutato le avance di qualche superiore un po' lumacone. Fare la velina è, più semplicemente, impersonare un ruolo».

Quale ruolo?
«Parodiare la tv dei narcisi che vanno a Porta a porta, a Ballarò o Matrix. Vogliono solo appagare il loro ego, non servono alla società civile, non ci fanno crescere».

Invece di Teo Mammuccari sul palco troveremo Ezio Greggio, come mai?
«Teo è impegnato a godersi il momento più bello della sua vita, visto che è appena diventato papà di una bambina nata dalla nostra ex velina Thais. Dedicheremo loro la prima puntata. Ezio è un sostituto di eccezione. Del resto, oltre ai vent'anni di Striscia, stiamo festeggiando le nostre nozze d'argento professionali».

Perché è una giuria di giornalisti a eleggere le vincitrici?
«È un caso di antropofagia professionale, il giornalista sceglie il cibo che mangerà. Funzionano le ragazze disinteressate. Come Elena Barolo. All'edizione 2002 la iscrissero per scherzo i suoi amici. La vittoria la colse alla sprovvista, non era affatto sicura di volere diventare una velina. E ora è una brava da attrice».

Come Striscia, anche le veline hanno ormai doppiato il decennio. Sono cambiate, dal 1988?
«Sono tutte spigliate e in gamba anche se alcune erano dei pezzi di legno, ad esempio Alessia Merz la chiamavamo Foppa Pedretti».

Eppure non ha mai affidato loro il microfono. Come mai non esiste ancora la «notizia della velina»?
«Se parlassero tradirebbero la loro essenza. Possono farlo solo durante le telepromozioni. Entrano in comunione con la merce e si trasformano in sacerdotesse della Tv commerciale».

Anche quest'anno sulle scrivanie dei conduttori di Striscia balleranno una bionda e una mora?
«Certo, perché così dividono i telespettatori e la missione di Striscia è proprio generare dubbi. Sarebbe interessante anche avere una velina rom, ma finora alle selezioni non se ne sono presentate. Forse hanno paura - scherza - che Greggio le metta sul rogo».

Quest'inverno a fare concorrenza a veline su Raiuno, Greggio, Hunziker e Iacchetti potrebbe esserci una nuova versione dell'Eredità, oppure un programma di approfondimento giornalistico. Preoccupato?
«Spero che il pacco farlocco di Affari tuoi duri in eterno, è un avversario troppo ghiotto. Ma la gara degli ascolti tra Canale 5 e Raiuno è fittizia, in ogni caso si spartiscono il grosso degli investimenti pubblicitari. Se c'è qualcuno che dà fastidio a entrambe è Italia 1. Ruba alla Rai i telespettatori dei quiz e a noi il pubblico più giovane».

Anche Bonolis ha dichiarato che quando conduceva non aveva avversari...
«Bonolis è un bravo conduttore, Mediaset fa bene a tenerlo. Ma è anche quello che io chiamo “The King of paraculs”, il re del chiagni e fotti».

Lei passerebbe alla Rai?
«Una volta dissi all'ex direttore Zaccaria che sarei andato a lavorare da loro anche gratis a patto di avere la stessa libertà che mi concede Mediaset. Non mi richiamò».

Quindi lavora più a suo agio con il nuovo governo?
«Sono sicuro che tutti i comici italiani votano Forza Italia. Un uomo come Berlusconi capita ogni trecento anni. Anche Veltroni e Prodi offrono spunti esilaranti. Ma i berlusconidi restano i più simpatici».