Un Antonioni minore farcito di disgrazie. Redacted prevedibile

<strong>LA CRITICA DI MAURIZIO CABONA</strong> Paolo Franchi evoca il grande regista conl suo film sull'alienazione borghese, il primo degli italiani in concorso: &quot;Nessuna qualità agli eroi&quot;

Antonioni è appena morto e alla Mostra di Venezia Paolo Franchi lo evoca col suo film sull'alienazione borghese. È il primo dei tre italiani in concorso: Nessuna qualità agli eroi. Prima di vederlo, ci si chiedeva perché «agli» e non «degli» o «per gli»; dopo, ci si è chiesti perché la vicenda affastellasse tanti disagi senza svilupparne nessuno a dovere fra sterilità, usura, fallimento, parricidio, autoaccusa di un innocente. Tutto ciò si riversa sullo spettatore senza che le disgrazie dell'uno (Bruno Todeschini) confluiscano in quelle dell'altro (Elio Germano) in modo convincente. Per di più le anticipazioni sulle scene spinte hanno generato attesa solo per le medesime, a discapito dell'interesse - non eccezionale - per la vicenda e le interpretazioni. Todeschini, francese, è un francese a Torino; Irène Jacob, svizzera-francese, è sua moglie. La stampa è uscita dalla sala chiedendosi che cosa aveva visto. Peccato.
Brian De Palma torna alle origini di regista provocatore e quasi sperimentale con Redacted, ricostruzione di una strage con stupro compiuta realmente da militari statunitensi in Irak. Lo stile scelto è economico: fra Blair Witch Project e Clerks. Nulla a che vedere, salvo la vicenda che allora era vietnamita, con Vittime di guerra, sempre di Di Palma. Ma, dato l'argomento, il film troverà laudatori per principio. Ora è bene che si sappia che un occupante paga cara un'occupazione anche quando non è tedesco o russo. Detto questo, lo spettacolo langue.