Antoniozzi (Cdl): «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza. Dubito che la giunta di sinistra possa davvero adottare misure rapide ed efficaci» Serra: trasferiamo i nomadi fuori dalla città Il prefetto chiede a Veltroni e Marrazzo di individuare

Marzio Fianese

«Proporrò a breve un incontro ristretto con il sindaco Walter Veltroni e il presidente della Regione Piero Marrazzo perché si trovi un appezzamento di terra, magari fuori dalla città, dove poter collocare almeno i “regolari” sempre in uno spirito di accoglienza». È quanto ha detto ieri mattina il prefetto Achille Serra al termine della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha affrontato la situazione del campo nomadi di Tor Fiscale sulla via Appia. «Questa mattina (ieri, ndr) hanno partecipato alla riunione alcuni cittadini della zona di Tor Fiscale. Condivido assolutamente le loro esigenze. Si tratta di 6-700 nomadi, per lo più romeni, che vivono nel campo con tantissimi bambini. Gente che non ha il senso civico e civile di come si vive in una società - ha aggiunto il prefetto Serra -. Persone che terrorizzano e danneggiano. È una situazione veramente difficile quanto almeno è difficile la situazione delle forze dell’ordine allorché affrontano un problema di questo genere. Già sono state date delle risposte importanti, come l’operazione sui pedofili della Polizia di Stato che è recentissima. In merito a quella indagine non si è potuto sgomberare né toccare alcunché nel campo prima proprio perché c’era un’inchiesta in corso».
Achille Serra ha poi ribadito che ci sono «delle innumerevoli difficoltà per espellere queste persone, difficoltà che vanno dalla cura per i minori a una serie di accertamenti. È necessario quindi dare delle risposte. Serra ha inoltre spiegato che è «verosimile che il problema si aggravi ulteriormente quando cittadini come romeni non potranno essere espulsi con l’entrata nella Comunità europea. Di queste cose è importante tenere conto e le istituzioni si devono sforzare a far comprendere le difficoltà in cui operano sia le forze dell’ordine che il Comune rispettando comunque lo spirito di solidarietà e accoglienza».
Il prefetto ha quindi spiegato che spesso, quando si prova a identificare i nomadi, questi non hanno documenti e quindi non è possibile risalire alla loro identità. Questo problema, in realtà, era stato risolto 15 anni fa dal prefetto Carmelo Caruso che, in qualità di commissario straordinario del Comune, chiese alle forze dell’ordine di identificare i minorenni che fornivano false generalità, prendendo loro le impronte digitali. Era l’unico sistema per poter denunciare i genitori in caso di recidiva. Tutta la sinistra scatenò una campagna di polemiche finché il provvedimento non fu ritirato.
Tornando ai nostri giorni, invece - ha spiegato Serra - «i bambini non possono essere espulsi e nella maggior parte dei casi, quando trasferiti nelle case-accoglienza messe a disposizione dal Comune, da qui se ne vanno, e nessuno può fermarli. Di conseguenza, allorché vengano identificati i genitori irregolari, non si possono comunque espellere perché i minori non sono reperibili». Insomma, una sostanziale impotenza di fronte al problema.
«Siamo di fronte ad una vera e propria nuova emergenza» dice Alfredo Antoniozzi, candidato a vicesindaco per la Cdl, commentando il vertice di ieri in Prefettura. «Nel corso della riunione - prosegue Antoniozzi - si è fatto riferimento anche all’area di Villa Troili, anch’essa degradata e abbandonata alla microcriminalità. Sono convinto della determinazione del Prefetto. Sono molto meno sereno invece - anzi fortemente preoccupato - per i residenti della zona di Tor Fiscale, al pensiero che la giunta Veltroni possa davvero adottare misure rapide ed efficaci. In passato, anche di recente, abbiamo dovuto registrare ritardi, inadempienze e cattiva volontà di fronte a problemi come questo».