Antoniozzi: «Ecco la mia ricetta per Roma»

Prevista anche una fascia oraria a pagamento dalle 7 del mattino alle 3 di notte

Massimo Malpica

Le primarie per scegliere il candidato sindaco della Cdl? Sarebbero poco più che una «perdita di tempo», perché «le vere primarie saranno le elezioni politiche». Parola di Alfredo Antoniozzi, l’europarlamentare azzurro che Forza Italia ha designato per la corsa al Campidoglio, di ottimo umore alla conferenza per ufficializzare la propria candidatura, che nella Cdl segue quelle di Gianni Alemanno per An e di Mario Baccini per l’Udc. E anche se proprio ieri il premier Silvio Berlusconi ha ribadito che Antoniozzi potrebbe fare un passo indietro se si trovasse l’accordo su un candidato unico, lui conferma che gli azzurri erano la forza politica più scettica sull’opportunità di presentare le «tre punte» anche per le amministrative. Ma aggiunge di avere ormai «preso atto» che la convergenza su un solo nome «non è stata possibile». E che la strategia dei molti nomi può essere vincente, permettendo di «raggiungere un elettorato più ampio, anche quello più a rischio».
L’«attaccante» azzurro giura poi che i «tre o quattro» candidati non sfalderanno il disegno comune della Cdl per una Roma «altra» da quella veltroniana, per un progetto alternativo a quello dell’attuale maggioranza. «Porteremo avanti - spiega - una piattaforma unitaria programmatica, per mettere insieme le forze e le idee. Questo sarà anche un modo per recuperare il forte astensionismo di questa città».
Insomma, anche l’europarlamentare di Forza Italia è pronto a tentare la scalata al Campidoglio, puntando su tre grandi temi. «Il primo - racconta - riguarderà l’organizzazione della città, ossia la mobilità, le opere, gli insediamenti urbanistici, la vita quotidiana. Il secondo verterà sulla “città umana”, quindi la famiglia, gli aspetti sociali, l’emarginazione e le nuove povertà». Ultimo capitolo da affrontare in campagna elettorale, quello istituzionale, perché «Roma è una metropoli internazionale, una città diplomatica, religiosa e politica - argomenta Antoniozzi - e questi tre aspetti racchiudono le maggiori problematiche per portare la nostra sfida a Veltroni».
A chi insiste sul mancato accordo per una designazione unica del centrodestra, il candidato azzurro replica osservando che «anche a Milano la sinistra si presenta alle elezioni con più candidati», sottolineando poi che «lì c’è anche un problema di diverse vedute con Rifondazione, mentre non è così per la Cdl a Roma».
E, per chiudere con una battuta già da tenzone elettorale, Antoniozzi riserva una stoccata al primo cittadino sulla questione di Roma Capitale: «Non c’è alcun dubbio sul fatto che Roma sia capitale con i suoi diritti e i suoi doveri», ha spiegato il candidato azzurro. «Ora però - ha concluso - bisogna riempire questo status di contenuti: non è solo un problema di soldi e finanziamenti, ma anche di programmi».